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Prima campanella per 27 mila studenti

Numeri in calo, flessione maggiore all’infanzia e alle elementari. Dietro le cattedre 2.500 prof, ma ne mancano più di cento

BELLUNO. Prima campanella oggi per i quasi 27 mila studenti che frequentano le scuole statali e paritarie del Bellunese.

I numeri delle scuole statali. Negli istituti statali ci saranno 24.402 ragazzi (divisi in 1.293 classi), 11 in meno rispetto allo scorso anno: 2.809 alle scuole dell’infanzia, 8.086 alle elementari, 5.274 alle medie e 8.233 alle superiori. Il calo maggiore si registra alle primarie, con 49 iscritti in meno, e all’infanzia (-42), segno della contrazione demografica che sta caratterizzando l’ultimo decennio della provincia bellunese. Leggera flessione anche alle medie, dove si registra 13 alunni in meno rispetto al 2016/2017. L’unico segno positivo è quello delle superiori (+93, da 8.140 a 8.233 studenti).

Le scuola paritarie. Sono 1.850 bambini che frequentano i nidi e le scuole materne paritarie, in calo rispetto all’anno scorso per la chiusura delle scuole di Lamon e Zoldo. Ci sono poi gli studenti dei quattro licei paritari, per un totale che sfiora i 27 mila ragazzi.

L’esercito dei prof. Dietro le cattedre sono pronti 2.500 docenti (2.252 di ruolo in posti normali e 215 di sostegno), più di 160 nuovi assunti. Ma si tratta di numeri in divenire perché all’appello mancano ancora più di un centinaio di insegnanti. Nelle prossime settimane l’Ufficio scolastico provinciale, alle prese con l’emergenza personale che da oltre due anni sta mettendo a dura prova l’attività, dovrà quindi convocare i supplenti per questo nuovo anno. Poi spetterà ai singoli dirigenti scolastici colmare quelle ore che nessuno ha preso. Problemi che ormai si ripetono da diverso tempo.

Il saluto della dirigente. La dirigente dell’ex Provveditorato, Michela Possamai, assente qualche tempo perché in maternità, nel suo intervento di inizio anno invita a guardare “avanti”: «Tutte le componenti del comparto scuola indistintamente devono pensare avanti, ognuno ha il compito sovrano di spendere tempo, parole, abilità, relazioni corrette, oneste e significative per riprogrammare parte del domani della nostra scuola». E per Possamai “pensare avanti” significa «investire sul talento, con tenacia, tempismo e lungimiranza. E anche la scuola di Belluno deve pensare avanti e lo sta dimostrando mantenendo livelli di apprendimento in uscita e di orientamento professionale sempre molto alti, oltre la media regionale, con una popolazione scolastica non scalfita comunque dal decremento demografico complessivo invece della provincia. I confini non vanno temuti, la nostra capacità di attrattiva di scuole e di territorio, entrambi patrimonio di cultura e di unica bellezza, vanno ripensati e rilanciati, dopo di noi, con lungimiranza, assumendosi anche qualche rischio».

La dirigente, nel suo intervento, rileva anche la novità del polo scolastico di Feltre e le performance positive nel mondo del lavoro «occupando quest’anno il terzo posto nella
classifica delle province italiane per tasso di occupazione più elevato 68,8%. A tutti noi il compito di pensare avanti; che la collaborazione, il confronto e il senso di responsabilità reciproca si facciano ancora più efficaci produttivi e presenti».

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