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Belluno roccaforte della sicurezza ma i furti turbano

La provincia si colloca in fondo alla classifica del Sole 24 Ore. Sul fronte rapine guadagna il punteggio più basso d’Italia

BELLUNO. Belluno continua a essere una provincia sicura. Preoccupano però i furti in abitazione e le frodi informatiche. A dirlo sono i dati pubblicati ieri su “Il Sole 24 Ore” e che hanno come fonte il Dipartimento per la pubblica sicurezza del ministero dell’Interno. Per la nostra provincia i numeri riferiti ai reati denunciati nel corso del 2016 (in totale, 4.782) parlano di un calo del 7.11% rispetto all’anno precedente. Il decremento è in linea con quello registrato a livello nazionale (-7.4%), ma la situazione bellunese è di certo più rosea rispetto a quella di altre realtà.

Tant’è che nella classifica generale delle denunce effettuate nel 2016 in base all’incidenza ogni 100 mila abitanti (incidenza che, per il territorio provinciale, è di 2.324 reati), Belluno si colloca in fondo alla classifica delle province d’Italia, al 101° posto, superata in meglio solo da Sondrio, Enna, Rieti, Pordenone, Oristano. Sul fronte dei volumi di denunce il record negativo spetta invece a Milano, che ha preso il primo posto che nel 2015 era andato a Roma. Solo sei province sulle 106 considerate evidenziano un incremento: contenuto entro l’1.2% a Bolzano, Crotone, La Spezia, Grosseto e Avellino; pari a +5.5% a Prato. Il calo più marcato, invece, si registra a Ravenna, dove i reati rilevati sono scesi del 18% nell’ultimo anno. Considerando però che la provincia di Ravenna conta quasi 400 mila abitanti, Belluno non se la passa male. Per rendersene conto basta anche guardare le singole classifiche provinciali per tipologia di reato. La nostra provincia si colloca nella maggior parte dei casi tra le dieci meno colpite: è il caso degli omicidi volontari, tentati omicidi e infanticidi, per cui l’incidenza ogni 100 mila abitanti è dello 0.97. O degli scippi, che incidono per lo 0.5 e hanno subito un calo dell’83%. Sono poi scese del 117% le rapine, per cui la nostra provincia registra l’incidenza più bassa d’Italia. Belluno si conferma dunque una realtà poco colpita da espressioni predatorie violente.

I furti totali nel loro complesso (1.174 ogni 100 mila abitanti) sono diminuiti del 5% tra 2015 e 2016. Guardando però le diverse tipologie, si è riscontrato un aumento di quelli di autovetture, ma l’impatto (11.3 ogni 100 mila abitanti) resta comunque tra i più contenuti dello stivale. L’incidenza sale a 91.8 per quanto riguarda gli esercizi commerciali. Decisamente più elevato il peso delle razzie in abitazione (221.6): i numeri non sono certo quelli di altre città, ma i furti in casa sono il fenomeno che, forse, preoccupa di più i cittadini bellunesi. Non a caso, le forze dell’ordine si sono da tempo attivate garantendo un aumento dei servizi straordinari di controllo del territorio. E gli stessi Comuni, con il supporto dei cittadini, hanno messo in campo in diverse realtà il cosiddetto “Controllo di vicinato”, vale a dire l’auto-organizzazione tra vicini per controllare l’area intorno alla propria abitazione. Un primato non positivo per la provincia è quello relativo alle truffe e frodi informatiche: Belluno si posiziona al 12° posto a livello nazionale (una denuncia ogni 303 abitanti) ed
è la provincia veneta in cui viene segnalato il numero maggiore di reati su internet. Un dato che però risente anche della notorietà dei luoghi turistici bellunesi: tanto belli quanto appetibili per attirare ignari turisti nelle trappole del web spesso ad insaputa degli stessi bellunesi.

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