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Il Comune nega la sala, salta l'incontro sui vaccini

L'associazione El Ceston invita il Convelva alla sala Coletti di Pieve di Cadore, ma il commissario De Rogatis gela tutti

PIEVE DI CADORE. Le locandine per l’incontro sui vaccini erano già pronte ma non c’erano né il patrocinio del Comune né la concessione della sala pubblica. E l’incontro, dopo la presa di posizione del commissario prefettizio De Rogatis, non si farà più.

Dopo il caso di Limana, fa discutere un nuovo incontro sui vaccini. L’associazione El Ceston aveva infatti programmato per sabato alle 20, 30, nella sala pubblica Coletti di Tai, un incontro con Ferdinando Donolato, presidente del Coordinamento regionale veneto per la libertà delle vaccinazioni (Corvelva). Donolato era già atteso come relatore a Limana all’incontro – poi annullato tra le polemiche – assieme al medico radiato dall’Ordine Paolo Rossaro.

Per la serata di Tai sul tema “Vaccini il primo obbligo è informarsi”, sono state preparate delle locandine con lo stemma del Comune di Pieve e l’annuncio della serata alla sala Coletti. Ieri, però, è arrivata la doccia fredda da parte del commissario prefettizio Carlo De Rogatis, che ha diffuso una nota per spiegare: «Il Comune di Pieve di Cadore non ha concesso né il patrocinio, né l’utilizzo della sala Coletti».

Il sodalizio è rimasto dunque con le locandine in mano – la loro distribuzione era prevista solo dopo l’accoglimento della domanda da parte del Comune – che a questo punto non ha più senso distribuire.

Fino a ieri a mezzogiorno, racconta la presidente de Ceston, Flora Mutschlechner, «non abbiamo avuto informazioni da parte del Comune di Pieve. Della mancata concessione del patrocinio e dell’uso della sala abbiamo saputo dalla stampa. Probabilmente in questi casi non è prevista nessuna comunicazione agli interessati. Eppure la nostra associazione aveva fatto domanda già da più di 2 settimane. Non avendo ricevuto notizie pensavamo di essere a posto».

«Alcune persone avevano chiesto alla nostra associazione di organizzare un incontro su questo tema. Poiché Ferdinando Donolato era già stato nostro ospite in un altro convegno tempo fa e allora nessuno aveva fatto obiezioni, lo abbiamo contattato e lui si è detto disponibile, anzi avrebbe approfittato del fine settimana per venire con la famiglia e trascorrere in Cadore una piccola vacanza».

«Mi stupisco che sia nato tutto questo pandemonio», dice la presidente, «per una cosa che secondo noi avrebbe dovuto informare come affrontare il problema dei vaccini».

«Una cosa mi spiace», dice ancora, «a Pieve l’incontro con Donolato è saltato, anche se nelle nostre intenzioni
c’era un secondo incontro con il medico Sava dell’Usl Dolomiti, per presentare l’altro lato del problema. Infine, a Santo Stefano di Cadore c’è in programa per domenica sera, un altro incontro simile con dei medici dell’Alto Adige, ma nessuno ha sollevato obiezioni». (v.d.)

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