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Alexia: «Grazie ai cavalli non lascio la val di Zoldo»

Ventisette anni, si è inventata una lavoro per non abbandonare la sua montagna «Organizzo gite nel bosco, tra poco insegnerò equitazione anche ai disabili» 

Alexia: "Grazie ai cavalli non lascio la val di Zoldo" Rimane nella amata Val di Zoldo grazie all’amore per i cavalli. Parliamo di Alexia Molin Fop, 27 anni, una delle tante giovani che si sono inventate una professione pur di non lasciare la montagna. L'articolo

VAL DI ZOLDO. Rimane nella amata Val di Zoldo grazie all’amore per i cavalli. Parliamo di Alexia Molin Fop, 27 anni, una delle tante giovani che si sono inventate una professione pur di non lasciare la montagna. «Non mi è passata nemmeno per un attimo per la testa», dice Alexia, «l’idea di lasciare Pecol, perché non c’è nessun luogo più bello di questo».

Dopo Roberto Corazza, Elia Costa, Massimiliano Uccel, Alessandro Ciriani, Deborah Del Favero e Saverio De Rocco, tutti attaccati alle crode natie, ecco anche Alexia, una ragazza che ha sempre avuto le idee chiare sul da farsi. Dopo le medie a Forno di Zoldo, ha frequentato l’Istituto Catullo di Belluno, conseguendo il diploma. Intanto, i genitori, dopo un periodo di lavoro in gelateria, erano ritornati in Italia, così Alexia cerca un’occupazione che le permetta di restare in val di Zoldo: «C’è da dire che fin da piccola ho avuto passione per i cavalli e papà Riccardo aveva assecondato questa passione, comprandone due. Poi, rientrato dalla Germania, ne aveva acquistati altri».

Così nel 2011 scatta la scintilla: «Decido di aprire la mia azienda parallela a quella di papà. Quindici i cavalli a disposizione: 10 aveglinesi e 5 norici. C’è anche a disposizione una carrozza e le slitte».

Come si svolge la vostra attività?

«Organizziamo passeggiate nel bosco, dalle più semplici a quelle più difficili. Naturalmente il lavoro maggiore viene svolto in estate, anche perché tutti i percorsi sono accessibili a differenza dell’inverno, quando la neve non permette di raggiungere tutti i posti. Comunque sia, in inverno utilizziamo la slitta».

Quale il riscontro?

«Non si diventa ricchi con questo lavoro», puntualizza Alexia, «però non mi lamento. Il lavoro non manca, le richieste sono sempre in aumento e cerco di stagionalizzare il lavoro. Con la carrozza ci mettiamo a disposizione anche per le varie manifestazioni locali, quali l’ombra longa, la befana, San Nicolò, Natale e vari giri».

Ma non troviamo solo cavalli nella vostra azienda...

«No, abbiamo anche 40 galline tirolesi, 5 anatre Germanati veneti, 7 pecore alpagote, 5 capre Vallesane (quelle dei ghiacciai), tutti animali in via di estinzione e che cerchiamo di incrementare».

La sede logistica dell’azienda è a Palma di Pianaz, accanto a una pista di sci. «Ha preso il via», evidenzia Alexia, «anche una fattoria didattica che cercherò di incrementare strada facendo».

Insieme al papà, Alexia svolge anche un servizio ambientale, curando lo sfalcio dei prati nelle zone di Coi, Soramaè e Coi. In questo modo coprono il fabbisogno invernale del fieno per gli animali.

E c’è anche una novità all’orizzonte: Alexia, infatti, ha conseguito da pocop l’abilitazione all’equitazione che le permette di dare lezioni: «E per il prossimo futuro c’è il corso di ippoterapia che mi permetterà di insegnare equitazione anche ai portatori di handicap».
 

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