Quotidiani locali

Vento spazza via piante e tetti delle case

Emergenza in tutta l’alta provincia, dall’Agordino al Comelico. Super lavoro per i vigili del fuoco alle prese con 60 chiamate

BELLUNO. Case e fienili scoperchiati, decine di alberi che sono caduti sulle strade e hanno strisciato qualche carrozzeria di auto, treni in ritardo anche di 50 minuti per le piante cadute sulla linea, paesi senza luce, sempre a causa di alberi sulle linee elettriche, tegole e lamiere pericolanti: emergenza vento nell’alta provincia, da Cortina a Sappada e al Comelico e toccando l’Agordino.

Almeno 61 gli interventi dei vigili del fuoco che hanno iniziato a lavorare appena il problema “vento” s’è manifestato: il primo intervento c’è stato intorno alle 11.45, per una prima pianta che era caduta in strada a S. Stefano.

Il boom dell’emergenza invece tra le 15/15.30 e le 16.30 quando i vari distaccamenti (quelli dei vigili del fuoco di Cortina, Agordo, Pieve di Cadore e Santo Stefano oltre a tutti i distaccamenti volontari della zona) hanno dovuto far fronte a una cinquantina di interventi, ai quali se ne sono aggiunti una decina nelle ore successive: una quarantina per piante, specie tra Auronzo e Misurina, lungo la strada. Tredici gli scoperchiamenti e una decina le rimozioni di tegole e comignoli pericolanti.



Superlavoro in Agordino e nel Comelico. Nella zona di Livinallongo è stato scoperchiato un fienile a Davedino: la struttura, un tabià, completamente in legno, ha visto il collasso delle travi del tetto. Vigili del fuoco in azione anche a Renaz, dove il vento ha scoperchiato una abitazione: le lamiere si sono letteralmente piegate. Il lavoro dei vigili del fuoco è andato avanti per diverse ore: l’imbrunire aveva imposto di usare i potenti fari per illuminare l’area di intervento.

Case con le stanze sotto le stelle anche a Zoppè di Cadore: uno dei primi interventi dei vigili del fuoco ha riguardato proprio il paesino zoldano.

Qui le lamiere della copertura hanno toccato i fili elettrici, circostanza che ha creato una serie di black out che sono stati risolti abbastanza celermente, ma hanno aumentato le difficoltà e le complicazioni.

Le prime a collassare, sulle strade e anche sulle linee elettriche, sono state le piante: decine e decine quelle finite per terra. Strade bloccate, come la Provinciale 532 all’altezza del Passo di Sant’Antonio in Comelico, emergenza anche lungo la strada verso il Pordoi dove sono venute giù anche le tabelle turistiche di alcuni locali, come quello di Walter De Cassan dell’albergo-ristorante-bar La Baita.

Danta di Cadore è stato particolarmente colpito: lì si sono registrati interventi a raffica per le piante e i rami caduti.

Paesi al buio un po’ ovunque: anche Cortina ha visto mancare la corrente elettrica intorno alle 18.30 di ieri; luce a corrente “alternata” a Livinallongo e in altre zone.

La presenza di ramaglie sulla ferrovia, ha generato parecchi ritardi sulla linea Belluno-Calalzo a partire dalle 16, e dopo l'intervento del personale di Rfi, la circolazione è ripresa regolarmente soltanto verso le 19.

La situazione è tornata alla normalità solamente nel corso della serata quando il vento ha placato la sua forza.

Raffiche violentissime quelle registrate nella parte nord della provincia e che erano comunque attese: le previsioni meteo annunciavano “folate” fuori della norma. (cri.co.)
 

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