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Due le scadenze per l’elezione i sindaci invitano a fare presto

BELLUNO. Sul futuro di Palazzo Piloni incombe ora il rinnovo del consiglio provinciale. Un nodo che dovrà essere sciolto al più presto, come chiesto da diversi sindaci presenti ieri in sala Affreschi,...

BELLUNO. Sul futuro di Palazzo Piloni incombe ora il rinnovo del consiglio provinciale. Un nodo che dovrà essere sciolto al più presto, come chiesto da diversi sindaci presenti ieri in sala Affreschi, per poter garantire la massima operatività all’ente che, dopo il referendum, si trova investito di nuove incombenze.

Due le date possibili che il presidente Roberto Padrin ha messo sul piatto: il 17 dicembre e il 28 gennaio. «È importante rinnovare il consiglio provinciale in tempi brevi», ha esordito Padrin, «visti gli appuntamenti che ci troveremo ad affrontare. Sarà quindi importante costituire il gruppo di saggi, chiamato a definire la lista rappresentativa del territorio: ne fanno parte i sindaci di Belluno e di Feltre, quelli di San Gregorio nelle Alpi e di Tambre, quelli di Zoppè e Borca di Cadore e due agordini, i cui nomi ancora non si conoscono. Sollecito i colleghi a fornirceli al più presto per poter andare avanti spediti», ha chiesto il presidente della Provincia.

Per quanto riguarda le scadenze, due sono le opzioni. «Credo sia necessario agire al più presto perchè, con la scadenza di mandato incombente, i consiglieri non riescono a lavorare con la giusta serenità», ha detto Padrin. Gli fa eco la sindaca di Alano, Serenella Bogana, che invita il gruppo dei saggi «a decidere con tempestività per non lasciare lo stesso presidente da solo a portare avanti i vari appuntamenti previsti per il dopo referendum». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco di Feltre, Paolo Perenzin: «Dobbiamo stringere i tempi, altrimenti rischiamo di prendercela sempre con comodo e arrivare a ridosso delle festività natalizie a dover rincorrere le firme per depositare le liste».

«Se portiamo l’assestamento di bilancio in consiglio il 21 novembre», ha ripreso la parola Padrin, «subito dopo i consiglieri potranno dimettersi e io potrei convocare i comizi elettorali per il 22 novembre, fissando al 27 novembre il deposito delle liste per poi votare il 17 dicembre. Se invece l’approvazione del bilancio di previsione dovesse esserci il 19 dicembre, le dimissioni arriverebbero nella stessa giornata e l’indizione dei comizi elettorali sarebbe
per il 20. In questo caso, considerando le festività, il deposito delle liste slitterebbe all’8 gennaio, con le votazioni fissate al 28 dello stesso mese». Una data quest’ultima troppo avanti per l’attività provinciale. «Ma a decidere saranno i saggi», ha concluso Padrin. (p.d.a.)

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