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abuso d’ufficio 

Pontil Scala, chiesta l’assoluzione

Il procuratore generale scagiona l’ex sindaco di S. Pietro per la malga

VENEZIA. Malga Dignas, chiesta l’assoluzione. Il procuratore generale della Corte d’Appello di Venezia ha concluso la propria requisitoria con la richiesta di assoluzione per Silvano Pontil Scala, ex sindaco di San Pietro di Cadore. Il difensore Simona Ianese si è naturalmente associata, mentre la collega di parte civile Raffaella Mario vorrebbe la conferma della sentenza di condanna di primo grado a un anno e sei mesi di reclusione per abuso d’ufficio e a un risarcimento danni di 22 mila euro alla famiglia Casanova Borca, che gestisce la struttura di Val Visdende.

Il giudice ha rinviato per repliche al 16 novembre, dopo di che ci sarà la sentenza. L’udienza di ieri ha occupato tutto il pomeriggio, ma non si è arrivati in fondo. Pontil Scala è accusato della chiusura estiva per tre anni della strada silvo-pastorale per la malga, tra La Fitta e Bivio Ciadon. Secondo la procura della Repubblica, l’ha fatto apposta, con una serie di ordinanze, per una questione di astio nei confronti dei Casanova Borca. L’ex primo cittadino si è difeso, sostenendo che la chiusura di quella strada lunga due chilometri e 300 metri, larga quattro e con una pendenza massima del 4 per cento era dovuta a motivi di sicurezza, ma il tribunale di Belluno l’ha condannato.

In
appello, la situazione potrebbe anche ribaltarsi, ma naturalmente non ci sono certezze. Per ricominciare, a metà mese ci saranno le repliche, sempre ammesso che il procuratore generale prenda la parola. Diversamente si passerà direttamente a camera di consiglio e sentenza. (g.s.)

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