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i problemi della montagna 

C’è chi continuerà l’attività pur condividendo l’agitazione

BELLUNO. L’Ordine dei medici di Belluno e le sigle sindacali che hanno proclamato lo sciopero (Fimmg, Snami, Intesa sindacale Smi) attendono una grande adesione da parte dei colleghi allo sciopero...

BELLUNO. L’Ordine dei medici di Belluno e le sigle sindacali che hanno proclamato lo sciopero (Fimmg, Snami, Intesa sindacale Smi) attendono una grande adesione da parte dei colleghi allo sciopero indetto per oggi e domani, ma ci sono anche colleghi che terranno aperto l’ambulatorio per garantire il servizio ai propri assistiti. Si tratta, perlopiù, dei camici bianchi che operano nella parte alta del Bellunese.

Vivere tra le montagne patrimonio dell’umanità, pur nella bellezza dei paesaggi e dei panorami mozzafiato di cui si può godere, ha anche dei risvolti negativi. Non è facile, infatti, risiedere in frazioni piccolissime, dove gli abitanti spesso si contano sulle dita di una mano, dove se nevica si rischia di rimanere isolati, magari per giorni, o dove c’è il rischio frana ogni volta che piove. Fare i conti con questa realtà non è semplice nemmeno per un medico che decida di svolgere la propria attività ad alta quota. È per questo che si fa molta fatica a trovare un professionista che voglia gestire un ambulatorio tra le montagne. Nel migliore dei casi il medico è presente alcuni giorni a settimana, come a Voltago o Selva di Cadore, o un giorno solo, come a Zoppè di Cadore.

Ma il medico di famiglia è una figura fondamentale per questi piccoli borghi: oltre a curare le malattie, svolge anche il ruolo di psicologo, raccogliendo i disagi non solo fisici ma anche morali dei pazienti. Ed è per questo che qualcuno ha deciso di non aderire allo sciopero. «Pur condividendo i motivi di questa protesta», spiega Enzo Bozza, che segue sia Vodo che Borca di Cadore, «ho deciso di tenere aperto l’ambulatorio per non creare problemi ai miei assistiti, anche perché martedì siamo partiti con la campagna vaccinale contro l’influenza, un appuntamento importante per una popolazione in gran parte anziana e con diverse patologie. Negare loro questo servizio, sarebbe imperdonabile».

Della stessa idea Lucia Pirolo, la giovane dottoressa che segue Selva di Cadore e Colle Santa Lucia. «Sono un medico e quindi terrò aperto per non togliere un servizio ai miei pazienti, anche se in parte condivido alcuni punti di questa astensione indetta dalle sigle sindacali di categoria».

C’è anche chi parteciperà allo sciopero, senza creare disagi ai propri
pazienti: «Oggi (ieri per chi legge, ndr)», precisa Claudio Allegro, con ambulatorio a Rocca Pietore e nella frazione di Laste, «ho anticipato l’attività prevista per giovedì a Laste. Comunque sia, siamo sempre a disposizione dei cittadini per i casi più gravi». (p.d.a.)

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