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Il funerale di Piccolin: «Ciao Amico, ora danza con le stelle»

Il ricordo e il dolore della stazione di Belluno del Soccorso Alpino in un opuscolo consegnato ai funerali di Mauro Piccolin

SANTA GIUSTINA. L’elicottero del Suem che fa tre giri sopra la chiesa di Santa Giustina. La neve poggiata lì, sulle montagne tanto amate. Il silenzio e il dolore di una folla immensa di persone, molte delle quali hanno trascorso il tempo delle esequie sul sagrato. Faceva freddo, ma importava poco: per un amico questo e altro. All’interno si soffriva in silenzio, con ancora tanta incredulità dopo la morte di Mauro Piccolin, portato via da un male incurabile solo pochi giorni fa.

Padre, collega, tecnico di elisoccorso e del Soccorso alpino, amico di molti. La comunità bellunese ha vissuto una giornata di lutto. Su un lato della chiesa parrocchiale tutto il Soccorso alpino schierato, divisa rossa d’ordinanza e il cuore affranto ma deciso ad andare avanti, anche per onorare la memoria di Mauro. Proprio lui, diventato soccorritore dopo un volo dalla Moiazza, nel lontano 1984. Piccolin, ferito, era stato soccorso dall’elicottero in quello che fu il primo intervento in Italia di recupero di un infortunato con un gancio baricentrico.



Il dolore non ha permesso a nessuno di leggere qualche parola di rito al termine della funziona presieduta dal parroco don Gianni, e così il pensiero del gruppo è stato divulgato tramite un opuscolo distribuito ai presenti. Davanti e all’interno le foto di Mauro in azione a Belluno, in Nevegal, a Soverzene, a Cison di Valmarino, a Mel, ma pure nella lontana Patagonia. All’interno uno scritto emozionante, firmato dalla stazione Cnsas di Belluno. “Mauro, Amico, Amico di sempre. Amico che hai scalato sin dall’attacco infame quella parete viscida, di incerta progressione e disperata verticalità, dove gli appoggi instabili e gli appiglio sfuggenti lasciavano al tatto solo il ricordo di sé. Amico con i muscoli tesi di nobile metallo e con il cuore d’oro di luce chiara che, sino alla fine, hai provato ad attraversare i diedri bui e lo strapiombo altissimo. Amico con le mani gonfie dagli aghi scolpiti dal freddo e graffiate dai grani della roccia spezzata. Amico, che ora hai scelto di essere libero dai cavi, non più corde fraterne, quasi ombelico della vita, ma catene nere e forti. Amico, ora danza con le stelle limpide e la neve bianca, danza con i riflessi delle nubi trasparenti e le note portate dai venti ora dolci. Amico che hai saputo rubare, con coraggio, la luce al buio ed il tempo al respiro. Amico che hai avuto anche la forza di donarci un sorriso, lungo e dolcissimo, quelle sere con te che non volevano mai finire. Amico, non temere avremo cura dei tuoi volti più cari. Amico, sapremo proteggerli ed esserci, sempre. Amico, ora però aiutaci a distendere le labbra tese in fragorosa risata, assieme a te. Amico, grazie anche per quanto hai offerto al Soccorso Alpino, con la tenacia di sempre, con la passione, tua innata. Amico, Amico, Amico!! Ciao Mauro da tutti noi”.

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