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Caso Vettorel, per la legge tedesca il ragazzo è ancora minorenne

In corso il processo a carico del giovane feltrino: rischia alcuni anni di carcere

Amburgo, Vettorel in aula scortato dalle guardie carcerarie Tribunale minorile di Amburgo: Vettorel in aula scortato dalle guardie carcerarie, tra gli applausi dei suoi sostenitori. 

FELTRE. Sette testimoni, tutti poliziotti, tutti chiamati dall’accusa. Saranno sentiti tra oggi e domani nell’ambito del processo che vede Fabio Vettorel accusato di disturbo alla quiete pubblica, tentativo di causare danni mediante mezzi pericolosi e resistenza a pubblico ufficiale. Il processo si sta svolgendo nell’ambito del diritto minorile perché in Germania la maggiore età si raggiunge a 21 anni, non a 18 come in Italia. Ma la questione è più complessa, come un po’ tutto in questa ingarbugliata storia. Perché secondo le leggi tedesche, gli imputati d’età compresa tra i 18 e i 21 anni non vengono automaticamente giudicati con i canoni della giustizia minorile. Il tribunale nomina un assistente che deve giudicare il grado di maturazione dell’imputato e dire quindi se va considerato minorenne o se vada processato con le regole del codice penale ordinario.

Una differenza di non poco conto, perché in quest’ultimo caso Vettorel rischierebbe alcuni anni di carcere mentre la giustizia minorile è decisamente più blanda. L’assistente assegnata a Vettorel ha già sancito l’applicabilità del diritto minorile, ma la procura potrebbe contestare questa impostazione, e allora per il giovane feltrino sarebbero guai grossi. Il mantenimento della carcerazione preventiva (oltre quattro mesi, ormai) è stato “giustificato” con il pericolo di fuga. La difesa del bellunese aveva cercato di ovviare fornendo ampie garanzie ma senza convincere i giudici.

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Una lunga serie di interrogazioni parlamentari non è bastata a sollevare il faro sul caso. Il consolato italiano di Hannover segue la vicenda sin dall’inizio. «Seguiamo le udienze, ci teniamo in stretto contatto con i familiari, visitiamo Vettorel in carcere» riassume il neoconsole generale, Giorgio Taborri. Il quale, domani sarà ad Amburgo per prendere parte all’udienza davanti all’Amtsgericht, il tribunale competente.

Se il Governo italiano non ha sinora ravvisato (non ufficialmente, perlomeno) alcuna anomalia nella gestione del “caso Vettorel” da parte della giustizia tedesca, ben diversamente lo pensano altri gruppi e associazioni. A partire da Amnesty, che da tempo chiede il rilascio del giovane feltrino. Oggi in aula ad Amburgo ci saranno anche i rappresentanti del “Komitee fuer Grundrechte und Demokratie” e del Comitato esecutivo dell’Associazione europea degli avvocati per la democrazia e i diritti umani mondiali. (p.c)


 

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