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Vende la Chevrolet sotto sequestro, condannato a 7 mesi

Indagini della Polizia stradale di Valle incastrano campano. Fu fermato 4 anni fa su un’auto che aveva targhe di prova

VALLE DI CADORE. Vende la Chevrolet sotto sequestro: campano condannato a sette mesi e 150 euro di multa.

D.G.V., campano residente in Lazio, è incappato nelle maglie della Polizia stradale di Valle e dopo quattro anni si è trovato a rispondere di vari reati che andavano dalle false dichiarazioni alla mancata osservanza degli obblighi che gravano sui custodi dei beni sottoposti a fermi amministrativi. È recente il processo in tribunale a Treviso per l’uomo, raggiunto anche da un decreto di condanna che gli impone di pagare le spese processuali. Tutto ha inizio nel novembre 2013, quando una pattuglia del distaccamento della Polstrada di Valle ferma e controlla una Chevrolet con “targhe prova” austriache. L’auto è di proprietà di B.M., veneto e residente in provincia di Treviso, ed è condotta da D.G.V., 40 anni. La Polstrada dà luogo alle verifiche sul veicolo, che risulta avere le sue targhe italiane: dunque quelle esposte sono da considerarsi abusive. Inoltre, mancano documenti di circolazione e assicurazione. Al conducente viene immediatamente contestata la violazione al codice della strada, mentre il veicolo viene sottoposto a fermo amministrativo e sequestro. Tempo dopo, il conducente si presenta al distaccamento di Valle, chiedendo l’affidamento della Chevrolet, per custodirla in un paese in provincia di Treviso: indica anche nome della strada e civico.

Intanto va avanti l’iter giudiziario relativo: il giudice di pace di Belluno nel febbraio di quest’anno respinge un primo ricorso del 40enne, confermando, così, la validità dell’operato della Polstrada. Ma ulteriori accertamenti del distaccamento di Valle, coordinati dal comandante Elio De Mas, portano a scoprire che la Chevrolet è tutt’altro che ferma: pur essendo squestrata, era stata venduta a un ignaro residente padovano. Con la collaborazione dei colleghi di Padova, si scopre anche che il numero civico della strada indicata dal “custode”, come luogo di deposito del mezzo,
è in realtà fantasma. Non esiste. Circostanze che valgono ulteriori denunce al campano, in concorso con l’originario proprietario del mezzo, B. M., per varie ipotesi, fra le quali false dichiarazioni e mancata osservanza degli obblighi sul sequestro, essendo custode. Quindi la condanna.

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