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vertice ieri a ortisei 

Provincia Ladina, Fodom ci crede

I sindaci continuano il confronto. Leandro Grones: «Siamo ottimisti»

LIVINALLONGO. I ladini dell’Alto Adige hanno ottenuto dalla Camera maggiori opportunità, grazie ad una modifica dello statuto. E questo è un motivo in più per la comunità Fodom di guardare con sempre maggiore interesse al Sud Tirolo. Lo faranno in particolare i ladini di Cortina il 24 novembre, ricordando il decennale del referendum per il distacco della cittadina dal Veneto e il passaggio in provincia di Bolzano. Sulla stessa scia si collocano Colle Santa Lucia e Livinallongo.

Ieri sera se n’è parlato in un vertice dell’associazione dei comuni ladini della Val di Fassa, Val Gardena, Val Badia e Fodom. Ad Ortisei si sono incontrati i sindaci di Livinallongo, Canazei, Corvara e della cittadina gardenese. All’ordine del giorno c’erano una serie di tematiche organizzative. Ma il presidente dell’associazione, Silvano Parmesani, primo cittadino di Canazei, ha accennato anche al tema che fa tanto discutere in queste settimane le 19 comunità della Ladinia. La prospettiva è di costituirsi in provincia autonoma o, quantomeno, di aggregare l’arcipelago ladino a una delle due province autonome, Trento e Bolzano. Dopo il provvedimento della Camera, è evidente l’interesse per la provincia di Bolzano. «Non abbiamo approfondito questo tema, che ha bisogno di una puntuale riflessione perché è molto delicato», ci ha detto Parmesani al termine della riunione, «ma tra fine anno e l’inizio del prossimo potremmo aver maturato qualche idea più definita». È evidente che i ladini di Cortina, Colle Santa Lucia e Livinallongo attendano l’esito della vicenda-Sappada. «Noi facciamo il tifo», spiega Leandro Grones, il sindaco di Livinallongo, «perché i nostri cugini di Plodn possano coronare le loro attese referendarie col passaggio in Friuli il più rapidamente possibile. Se questo non dovesse avvenire, ne trarremmo motivi di preoccupazione anche per il nostro iter parlamentare».

Ma i ladini di Fodom, reduci da una lunga storia condivisa con il Tirolo, non intendono fermarsi di fronte a nessun
ostacolo. Piuttosto devono convincere Bolzano a dire di sì come, a suo tempo, Udine e Trieste hanno detto sì a Sappada. «Siamo ottimisti», ha concluso ieri sera Grones rivolto anche ai suoi interlocutori. «In un modo o nell’altro presto condivideremo la stessa comunità». (fdm)

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