Quotidiani locali

Sempre più locali contro le slot

Continuano gli incontri informativi sulla ludopatia, il prossimo a San Pietro

SAN PIETRO DI CADORE. Si terrà nella sala delle Regole a San Pietro di Cadore il 30 novembre alle 20. 30 il 2° incontro sul gioco d’azzardo e la ludopatia. L’incontro dal titolo “Quando il gioco non è più gioco” viene organizzato dal presidio Barbara Rizzo di Libera Cadore in collaborazione con il Dipartimento delle dipendenze della Usl e il patrocinio del Comune, della Regola di San Pietro e della Magnifica Comunità.

Si tratta di incontri informativi sulle problematiche legate al gioco d’azzardo che vedranno la presenza di Luca Cecutti, assistente sociale del Serd di Auronzo. La necessità di realizzare questi incontri formativi è emersa negli ultimi mesi perché per combattere la ludopatia, la malattia che attraverso il gioco d’azzardo sta rovinando intere famiglie, il gruppo di lavoro di Libera avrebbe individuato alcune strade da seguire per sensibilizzare le famiglie e i giovani.

È un tema molto delicato e per questo il gruppo intende seguire l’esempio di altri. Prendendo lo spunto dalle amministrazioni comunali di Calalzo e Longarone che hanno approvato delle delibere attraverso le quali l’orario dei locali dove esistono le “slot machine” viene gestito con maggior attenzione in relazione della presenza di minori, l’intenzione è di proporre l’adozione di delibere simili anche agli altri comuni. Anche la Magnifica Comunità ha approvato un apposito ordine del giorno che impegna l’ente a promuovere in tutti i comuni l’impegno a limitare gli orari nei quali è possibile giocare. Seguendo l’impostazione della delibera di Longarone, si cerca una soluzione per premiare gli esercenti che rinunciano ad avere giochi d’azzardo nei loro esercizi, come ha fatto anche Pieve che ha stanziato la somma di 2100 euro.

Intanto in Cadore sono sempre più numerosi i bar che rifiutano al loro interno le “slot machine” e anche di vendere gratta e vinci. Dopo il “Bar Saetta” di Pozzale e la “Bodeguita” di Nebbiù, si è aggiunto anche l’albergo Giardino di Pieve. «Non abbiamo mai voluto che nel nostro locale entrassero le slot machine», hanno affermato Liana ed Elena Ciotti, responsabili del bar dell’albergo. «Sono più di 10 anni che abbiamo ristrutturato il bar, ma nonostante ci sia stato chiesto in più occasioni di montare delle machinette abbiamo sempre rifiutato, come non abbiamo mai voluto vendere i vari tipi di “gratta e vinci” . Siamo consapevoli che rinunciando ai giochi rinunciamo ad
un introito che potrebbe essere anche consistente. La nostra però è una posizione di principio: abbiamo visto e sentito di troppe persone che a causa del gioco di azzardo si sono ammalate di ludopatia e stanno causando dei gravi problemi alle loro famiglie». L’ingresso è libero a tutti.

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