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De Zolt e i sindaci con l’Usl: «Vaccinarsi è importante»

Testimonial d’eccezione per aumentare la copertura antinfluenzale in provincia Il dirigente Soppelsa: «Obiettivo 75%, puntiamo sulla pubblica amministrazione» 

BELLUNO. Aumentare la copertura vaccinale dei bellunesi, che fino allo scorso anno si attestava al 50%. Questo l’obiettivo dell’Usl 1 Dolomiti, che per sensibilizzare la popolazione sull’importanza di aderire alla campagna antinfluenzale ha deciso di diffondere un messaggio di salute invitando a vaccinarsi, alla presenza dei mezzi di informazione, sindaci, rappresentanti dell’azienda sanitaria e un “testimonial” d’eccezione, l’atleta Maurilio De Zolt.

«La copertura a livello provinciale è ancora bassa rispetto all’obiettivo minimo che ci poniamo, ossia raggiungere il 75%. Tenendo anche conto che l’Oms prevederebbe di arrivare al 95%», sottolinea Fabio Soppelsa, direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Usl 1. «Abbiamo dunque chiesto la collaborazione di alcune figure conosciute dalla comunità bellunese, affinché quest’ultima si attivi in vista dell’imminente epidemia influenzale».

Ieri al Dipartimento di prevenzione del San Martino sono arrivati il primo cittadino di Belluno, Jacopo Massaro, insieme ai “colleghi” Gianluca Dal Borgo (Chies d’Alpago), Lino Paolo Fedon (Domegge di Cadore), Franco De Bon (San Vito), che sono stati vaccinati insieme ad Adriano Rasi Caldogno e Giovanni Maria Pittoni, direttore generale e direttore sanitario dell’Usl 1, ad altri medici e operatori dell’azienda e al campione olimpico De Zolt. «Personalmente mi sono sottoposto quasi sempre al vaccino antinfluenzale, anche quando ero in attività come fondista», evidenzia il “Grillo” del Comelico. «Ora che ho 67 anni, ritengo sia ancora più importante tutelare la propria salute tramite un semplice vaccino».

Per la campagna di quest’anno, che è partita il 7 novembre e si concluderà il 31 dicembre, l’Usl 1 ha acquistato 34.300 vaccini, il 10% in più rispetto al 2016-2017. Il vaccino è gratuito per le persone di età uguale o superiore ai 65 anni e per le categorie a rischio: bambini sopra i sei mesi; ragazzi e adulti con patologie croniche; persone con disturbi respiratori; donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza; persone ricoverate in lungodegenza; medici e personale sanitario. Tutti coloro che non rientrano in queste categorie potranno vaccinarsi a pagamento (ticket da 10 euro). «Dobbiamo intensificare la promozione della vaccinazione non solo tra le fasce a rischio, ma anche tra il personale della pubblica amministrazione», dice ancora Soppelsa. «In questo momento, come numero di persone vaccinate, siamo in linea con i numeri dello scorso anno», aggiunge con Rasi Caldogno, «ma auspichiamo ovviamente che nelle prossime settimane la percentuale vada a crescere, superando quella della passata stagione. L’influenza è un problema di sanità pubblica, non dimentichiamolo, visto che l’epidemia è associata a un’elevata mortalità e morbosità e non va sottovalutata».

«Nel nostro ambulatorio stanno arrivando per farsi
vaccinare persone che lo scorso anno non avevamo visto, anziani ma non solo, oltre ad altre categorie a rischio», commenta Luisa Cappello, medico di base del centro di medicina di gruppo-integrata di Cavarzano. «Le richieste sono iniziate già dal primo giorno di avvio della campagna».

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