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Malga Castello, c’è lo stop: “Grandi lavori” fa ricorso

Livinallongo. La ditta trentina, esclusa dall’appalto, chiede al Tar di annullarlo Il Comune si opporrà, ha già nominato un legale: ma i tempi ora s’allungheranno 

LIVINALLONGO. Ristrutturazione di malga Castello: la “Grandi lavori scarl” fa ricorso. La ditta trentina, rimasta esclusa dall’appalto, ha chiesto l’annullamento delle pratiche di affidamento dei lavori. Lo scorso 7 settembre la centrale unica di committenza dei comuni di Colle Santa Lucia e Livinallongo aveva affidato al consorzio temporaneo di imprese formato dalla Mac costruzioni unipersonale di Resana (Tv) e la Rcv Vania impianti di Padova i lavori di ristrutturazione della malga Castello. L’intervento fa parte di un progetto più ampio, comprendente anche la sistemazione dell’antica “Strada dela Vëna”, dove veniva trasportato il ferro estratto dalle miniere del Fursil, che mira a creare un percorso storico – culturale tra queste ed il castello di Andraz, finanziato dal fondo ex Odi con 6 milioni di euro.

La quota destinata ai lavori di ristrutturazione ammonta invece a 1 milione e 374 mila euro. Alla gara d’appalto, vinta dal consorzio delle due ditte di Treviso e Padova con l’offerta più bassa, avevano partecipato ben altre 17 ditte concorrenti. Tra queste anche la “Grandi lavori scarl” di Trento che, nelle scorse settimane, ha presentato un ricorso al Tar con il quale chiede l’annullamento e la conseguente sospensione degli effetti di tutti i provvedimenti della centrale unica di committenza dei comuni di Livinallongo e Colle Santa Lucia che riguardano il progetto di sistemazione della malga e della Strada dela Vëna. Un atto contro il quale il Comune ha deciso di resistere ed ha nominato per questo a rappresentarlo e a difenderlo l’avvocato Livio Viel di Belluno.

Un “imprevisto” che si prevede costerà alle casse del Comune ben 7 mila euro.

Il progetto, opera di uno staff di tecnici formato dagli architetti Marino Baldin, Agostino Hirschstein, Renato Cavallinie Valentina Bertaggia, la geologa Chiara Siorpaes ed il perito Plinio Balcon, prevede la trasformazione di malga Castello in una struttura turistica ricettiva autonoma, ma funzionale al castello di Andraz.

Nei locali che un tempo ospitavano i pastori, dove si lavorava il latte, e nelle stalle che servivano da ricovero per il bestiame, una volta ristrutturati e adattati, sarà realizzato il punto di accesso al castello, con la cassa dove acquistare i biglietti, un punto vendita di prodotti locali, un ristorante, un bar, un locale per l’affitto delle mountain bike, un appartamento per il futuro gestore e otto camere per turisti. Rispetto al progetto originario, una parte della somma destinata al recupero della Strada de la Vëna è stata spostata per i lavori alla malga. Nonostante le risorse aggiuntive spostate su questo lotto, i fondi non erano ancora sufficienti per realizzare quanto pensato dall’Amministrazione. Così il Comune attingerà a un ulteriore finanziamento di 350 mila euro da un progetto totale di 1,7 milioni di euro, finanziato anche questo dal fondo per i Comuni di confine e destinato al completamento del recupero delle miniere del Fursil. I soldi serviranno, tra l’altro, per installare il sistema di gestione dei biglietti
per l’accesso al castello e altri piccoli lavori. La data di inizio lavori, secondo l’appalto, era stata fissata per il giorno 18 settembre e la fine per il 12 dicembre 2018. Termini che il ricorso della “Grandi costruzioni” ovviamente, ha fatto saltare.

Lorenzo Soratroi

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