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Uniti dalla Grande Guerra in un Patto di amicizia

Colle Santa Lucia con Ala, Brentonico e Torcegno in visita a Trecate dove furono deportati per quattro anni i sospettati di essere delle spie

COLLE SANTA LUCIA. Cinque comuni uniti in un “Patto di amicizia” nel ricordo degli internati della Prima Guerra Mondiale. Il documento che prevede, tra l’altro, il gemellaggio tra Colle Santa Lucia, i comuni trentini di Ala, Brentonico, Torcegno e Trecate nel novarese è stato firmato nei giorni scorsi nel corso di una cerimonia alla presenza di una rappresentanza di tutte e cinque le amministrazioni comunali. In programma per il 2018 c’è un nuovo incontro, questa volta ai piedi del Pore. Tutto nasce qualche anno fa quando Margherita Londroni Galassi, storica del comune di Trecate, scoprì negli archivi del suo comune alcuni documenti che testimoniano la presenza a Trecate, tra il 1915 ed il 1919, di alcune decine di deportati provenienti dalle comunità, allora sotto l’Impero Austroungarico, di Colle Santa Lucia, Brentonico, Torcegno ed Ala. Si trattava perlopiù di internati politici, sospettati di spionaggio o accusati di essere filo austriaci dalle autorità militari italiane che avevano occupato quei territori.

Spesso le accuse erano prive di fondamento e alle volte bastava mezza parola per essere accusati di essere delle spie o dei collaborazionisti del nemico. Ma questa era la situazione e il clima di sospetto e di paura in cui si trovavano a vivere sia la popolazione che i soldati occupanti in quei tragici anni di guerra. Dal luglio del 1915 arrivarono a Trecate ben 166 persone provenienti dai tre comuni trentini e da Colle Santa Lucia, che contava il gruppo più numeroso. Gli internati furono accolti dal primo cittadino di allora, Alessandro Mittino, che si occupò di loro insieme al Comitato di Assistenza e ai Padri Giuseppini. Furono sistemati nell’oratorio maschile e vi rimasero fino al ritorno nei loro paesi d’origine, quattro anni dopo, nel 1919.

Il primo incontro ufficiale si è tenuto a Trecate nel novembre del 2016, il secondo a maggio a Brentonico dove si è stabilito di avviare una collaborazione fra queste comunità nel ricordo di quelle persone provenienti da paesi così lontani, divisi da un confine, che videro incrociarsi i loro destini a causa della guerra. La giornata a Trecate è iniziata alle 10 in Piazza Cavour dove si sono ritrovate le delegazioni dei comuni. Per Colle Santa Lucia erano presenti il sindaco Paolo Frena, il vice Carlo Agostini e i consiglieri Lorenzo Chizzali e Daniele Dell’Andrea. La cerimonia ufficiale è proseguita nella sala del Centro Incontro Anziani, dove il sindaco di Trecate Federico Binatti dopo i saluti ed i ringraziamenti di rito ha letto il testo ufficiale del “Patto di amicizia” che prevede, oltre al gemellaggio delle cinque comunità, l’avvio di un legame di reciproco aiuto, amicizia e rispetto che va oltre l’aspetto istituzionale, proprio come 100 anni fa. Dopo il pranzo a base di specialità tipiche della zona i partecipanti si sono trasferiti nell’edificio che cent’anni fa era l’oratorio dei padri Giuseppini, dove trovarono alloggio gli internati. Lì, con l’accompagnamento musicale dei bambini del coro “Don Giambino”, don
Renzo, l’ultimo religioso che ha vissuto del oratorio prima della sua chiusura nel 1978, ha benedetto la piccola targa che ricorda i comuni dai quali provenivano gli internati. Prima dei saluti il sindaco Paolo Frena ha invitato tutti a ritrovarsi di nuovo a Colle Santa Lucia nel 2018.

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