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Treni, «in tre anni l’anello basso sarà elettrificato»

Le promesse di Rfi a De Menech in vista di Cortina 2021 Sarà rifatto il look anche alle stazioni di Belluno e Feltre

BELLUNO. Per il Natale 2020, quindi fra tre anni, l’anello basso del sistema ferroviario, sarà elettrificato. Non solo, la stazione di Belluno e, auspicabilmente, anche quelle di Feltre e di Calalzo riceveranno un profondo restyling.

Lo assicura l’onorevole Roger De Menech dopo aver incontrato i vertici di Rfi, la Rete ferroviaria italiana.

All’appuntamento con i mondiali di sci, a Cortina, nel febbraio 2021, dunque, le Ferrovie dello Stato vogliono presentarsi non solo con treni nuovi, i famosi ‘rock’, in parte sostitutivi degli ‘swing’, ma anche con la trazione elettrica.

La progettazione dell’anello è in via di completamento e potrebbe essere pronta per la prossima primavera. Poi il via ai lavori.

Sono stati due gli incontri negli ultimi dieci giorni tra De Menech e i responsabili di Rfi. «Grazie ai finanziamenti del governo, la società sta procedendo speditamente a progettare i lavori, comprese le modifiche alle gallerie per fare spazio agli impianti elettrici. Le tratte interessate sono quelle dell’anello basso, da Montebelluna a Belluno e da Vittorio Veneto a Belluno. Il gran numero di gallerie – solo tra Vittorio Veneto e Ponte nelle Alpi ce ne sono 21 - imporrà tempi di esecuzione lunghi per risagomare tutte le opere d’arte, ma a Rfi sono fiduciosi sulla possibilità di consegnare l’elettrificazione finita entro i prossimi tre anni».

La progettazione in corso è un lavoro di una complessità unica. I tecnici debbono considerare, galleria per galleria, se è più semplice abbassare il terrapieno o alzare la volta delle gallerie. L’anello parte da Conegliano, sale a Vittorio Veneto, tratto in cui incontra due gallerie, prosegue per Ponte nelle Alpi e Belluno.

L’altro tratto sale da Castelfranco, aggancia Montebelluna, quindi sale verso Feltre e Belluno.

Tre anni per portare l’elettricità non sono tanti, recentemente si era detto che solo i tratti pianeggianti avrebbero impegnato due anni di lavoro. Ma c’è un’altra assicurazione data da Rfi a De Menech. In ottica futura e in previsione del completamento dell’anello ferroviario delle Dolomiti, il Gruppo ferroviario sta considerando la fattibilità dell’elettrificazione anche della tratta Ponte nelle Alpi – Calalzo di Cadore. A suo tempo si era detto che, probabilmente, quest’opera, ancora più difficile dell’anello, probabilmente non sarebbe servita per l’arrivo dei treni all’idrogeno o attrezzati di un altro sistema di trazione.

«Ora è tempo di cominciare a pensare all’adeguamento delle stazioni», riferisce il deputato. È in corso il cantiere di riqualificazione di Conegliano, poi potrebbe essere la volta di Belluno.

«Ho chiesto ai vertici della società di inserire le stazioni della provincia nel piano di ristrutturazione delle “millestazioni” che prevede ascensori, innalzamento dei marciapiedi e percorsi sicuri per le persone a ridotta mobilità, oltre a una serie di interventi per migliorare l’interscambio con i mezzi su gomma», fa sapere De Menech. «Ho segnalato che la stazione di Calalzo di Cadore è già interessata da un piano di rinnovamento pensato dalla Regione Veneto e che bisogna cogliere l’occasione
per adeguare l’infrastruttura alle esigenze dei viaggiatori attuali e futuri».

Anche in questo casso, infatti, tre anni potrebbero risultare un tempo troppo limitato per procedere ad una ristrutturazione del sito che dia a Calalzo la dignità di una stazione ‘mondiale’.

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