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Fondo di confine, «benefici più vasti»

Oggi a Roma la presentazione dei progetti fatti dal 2010. Si discuterà anche dei bandi futuri

BELLUNO. È il momento dei risultati per il Fondo dei comuni di confine. Oggi a Roma sarà presentata la rendicontazione di quanto realizzato con il Fondo, dal 2010 al 2018. All’appuntamento sono invitati i presidenti delle Province e delle Regioni interessate, il sottosegretario Bressa e il ministro Delrio. Dopo una partenza difficile e molto concentrata sui Comuni che confinano con le Province autonome di Trento e Bolzano, il Fondo si è via via trasformato in un sostegno a progetti strategici di area vasta, andando a finanziare anche esperienze di carattere provinciale.

«In futuro», spiega il coordinatore del Fondo, Roger De Menech, «il Fondo punterà sempre di più l’attenzione su questo tipo di progetti che siano utili a un territorio più ampio, ma sempre rivolto alla montagna vera. Investiremo sulle aree montane, perché non ha più senso che comuni come Selva di Cadore, San Pietro o La Valle Agordina ne siano esclusi».

A Roma verrà presentato il rendiconto di tutto il lavoro fatto in questi anni, anche nelle altre province, mentre prossimamente a Belluno si procederà ad illustrare quanto fatto qui. «Il Fondo», spiega ancora De Menech, «continuerà ad essere destinato in parte ai comuni di confine, con la dotazione ormai strutturata di 500 mila euro all’anno, mentre la parte restante e molto consistente sarà incentrata sull’area vasta di montagna. Abbiamo già fatto passi da gigante con il Digital Innovation Hub di Feltre, il piano marketing e Investi scuola».

In sostanza, in futuro, tutta la provincia di Belluno potrà beneficiare, di riflesso, dei fondi di confine, ma soprattutto la parte alta. «Noi mettiamo il Fondo nelle mani dell’assemblea dei sindaci, è la politica locale che deve fare i conti con quello che ha a disposizione, potenziando le aree marginali, perché le differenze esistono e bisogna saperle riconoscere».

Oggi
si parlerà anche del futuro del Fondo, che al momento scade nel 2018: «Andrà avanti», assicura De Menech. «In queste ore approveremo il bando 2018 e, dopo che saranno partiti tutti gli ultimi progetti, inizieremo a discutere del prossimo bando triennale».

Irene Aliprandi

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