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Il Comune di Feltre si blinda contro gli hacker

Via al rafforzamento delle difese informatiche dei server, l’ente locale si appoggerà ai tecnici della società Sit del Bim

FELTRE. Computer del Comune blindati contro gli hacker. L’amministrazione rafforza le difese informatiche per mettere al sicuro i dati che circolano tra i suoi server.

In vista dell’entrata in vigore prevista per maggio 2018 del nuovo regolamento europeo sulla privacy, Feltre adotta nuove procedure di “cyber security”. Sono sempre di più i servizi on-line offerti al cittadino, tra identità digitale – cioè l’insieme delle informazioni presenti on-line relative a un soggetto – e pagamenti digitali che popolano il cyberspazio e richiedono la capacità di proteggere le reti dei computer. Ci sono dati sensibili, password, e i rischi di una violazione sono di vario tipo, innanzitutto economici. Allora si alzano le difese.

Si tratta di mettere assieme mezzi e tecnologie per la salvaguardia dei sistemi informatici. A fornire il supporto tecnico per la rete di protezione sarà la Sit (Società informatica territoriale) tramite il consorzio Bim a cui è stato affidato l’incarico attraverso una convenzione.

«Anche l’amministrazione, come le aziende, continua ad aumentare il bagaglio di dati digitali. La loro condivisione – il file sharing – e conservazione cominciano ad assumere profili di responsabilità, perché c’è tutta la parte legata alla sicurezza e alla privacy», dice l’assessore Adis Zatta, che oltre ai referati ai lavori pubblici, ai rifiuti e al rapporto con le frazioni, ha anche quello dell’innovazione. «Dietro c’è un mondo, dall’identità digitale a tutti i pagamenti digitali. È una partita da prendere con la serietà del caso, dobbiamo stare sul pezzo».

La giunta comunale ha approvato una delibera sulla sicurezza Ict (Information and communication techonlogy): «Bisogna garantire la conformità alle norme rientranti almeno nel livello minimo di sicurezza, sotto la quale non si può scendere e che andrà aumentata con degli step successivi», spiega Zatta. «Con riferimento al nuovo regolamento sulla privacy, c’è la necessità di predisporre un regolamento e nuove procedure che richiedono un supporto tecnico specialistico. Si comincia a parlare seriamente di queste cose. C’è anche l’obbligo di provvedere alla nomina di una nuova figura professionale, il Dpo (Data protection officer)», aggiunge l’assessore all’innovazione.

«Non potendolo fare in autonomia, ci siamo appoggiati al consorzio Bim attraverso
la società Sit, che a seguito di diversi incontri tecnici ha fatto pervenire una proposta di servizio che coinvolge peraltro numerosi enti limitrofi con indubbi vantaggi in termini economici e di uniformità dei processi. Si è ritenuto opportuno aderire».

Raffaele Scottini

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