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Mattarella ha firmato, Sappada è in Friuli

Entusiasmo durante la riunione organizzata ieri a Cima Sappada. L’onorevole Gigli: «Tranquilli, non ci sarà alcun ricorso»

SAPPADA. Fragorosi applausi, ieri sera, all’annuncio che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aveva firmato la legge sul distacco di Sappada dal Veneto ed il suo ritorno in Friuli. A Cima Sappada sono stati numerosi i residenti che hanno aderito all’invito del sindaco Manuel Piller Hoffer per la presentazione della tappa del Giro d’Italia, il prossimo maggio, il bilancio del “circo bianco” di Plodn e per fare il punto sul trasloco oltre confine della comunità. È stato in questa sede che si è avuto conferma che il capo dello Stato aveva licenziato il provvedimento legislativo su Sappada ancora martedì, prima quindi della visita in Portogallo.

Danilo Quinz e Riccardo Breusa, due degli esponenti storici del comitato per il referendum, si sono presentati con la notizia appena ricevuta dall’on. Gianluigi Gigli, di “Democrazia solidale”, che la sua ricognizione al Quirinale sulla firma di Mattarella aveva dato esito positivo. Per tutta la giornata, infatti, si erano rincorse indiscrezioni tra Roma, Trieste e Sappada. Dall’Austria ha continuato a telefonare Alessandro Mauro, portavoce dei referendari, per avere conferma delle anticipazioni arrivate anche a lui. Soltanto in serata è arrivata la certezza di quest’atto così importante che darà il via libera alla promulgazione della legge, con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

Sul volto del sindaco Piller Hoffer è comparso finalmente un sorriso largo così. Sindaco raggiunto al telefono anche dal capogruppo del Pd Rosato, che ha voluto dargli la notizia di persona. Il fatto che Mattarella abbia firmato così rapidamente conferma una volta di più la convinzione della maggior parte dei sappadini che questa legge non contenga alcun vizio costituzionale, come invece asserito dal capogruppo Renato Brunetta di Forza Italia e da alcuni parlamentari Pd. «La firma di Mattarella», sottolinea Gigli, «certifica che di anticostituzionale non c’è proprio nulla». Gigli salirà l’8 dicembre a Sappada per festeggiare insieme al sindaco e ai referendari. «Sono convinto che non vi saranno ricorsi alla Corte costituzionale, perché, appunto, non ci sono i presupposti».

In effetti, il Presidente della regione del Veneto, Luca Zaia, ci ha confermato che non farà alcuna opposizione. Questa, però, potrebbe maturare tra quei sappadini che hanno sottoscritto la petizione di contrarietà al distacco presentata alla presidente della Camera, Laura Boldrini.

«L’atto del Presidente della Repubblica», riconosce Danilo Quinz, «sancisce nel modo più autorevole che il nostro sogno di tanti anni fa si è davvero
concretizzato e che nessuno potrà spegnerlo. Adesso lavoriamo tutti insieme per rendere più facili le procedure di passaggio al vicino Friuli. Sappiamo che il cammino non sarà facile e nemmeno sarà breve, ma finalmente abbiamo la certezza che nessuno ci farà compiere un passo indietro».

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