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Strade bloccate dal fango e cantine allagate

L’acqua fa danni in Cadore e nel Longaronese. Mezzo spargisale esce di strada e finisce nel bosco

BELLUNO. Dopo la neve, l’acqua. Quella che entra nelle case e nelle aziende, quella che muove la terra e la porta sulle strade, facendole chiudere. Una notte difficile, quella vissuta dal Bellunese tra lunedì e martedì: i vigili del fuoco hanno lavorato a lungo, soprattutto in alcune zone della provincia, per frane e allagamenti. Interventi continuati anche nella giornata di ieri, segnata anche sul fronte dei trasporti. Alcuni mezzi pesanti in difficoltà sulle strade ghiacciate, treni sospesi in via precauzionale tra Longarone e Calalzo per tutta la mattina. In giornata hanno riaperto tutti i passi precedentemente chiusi in via precauzionale.

Frane e allagamenti. La situazione più critica della provincia si è registrata in Cadore. Ad Ospitale nella notte i vigili del fuoco hanno lavorato a lungo per far fronte a smottamenti e danni d’acqua. Intorno all’1.30 del materiale è franato sulla vecchia statale 51, che oggi si chiama Nuova Strada Anas 215, costringendo a deviare il traffico sull’Alemagna. La zona più colpita è quella di Ospitale ma alcuni smottamenti si sono registrati anche a Castellavazzo. L’acqua ha allagato la Sicet a Ospitale mentre altri danni sono avvenuti anche a Pozzale. Nel corso della giornata i vigili del fuoco sono intervenuti anche a Longarone, per danni ad un’abitazione privata, e a Tai e Valle di Cadore, dove sono andati sott’acqua alcuni garage. Stessa sorte è toccata al box di un’abitazione privata di Sospirolo e ad alcuni scantinati di Selva di Cadore. Sott’acqua anche un ristorante di Cortina.

Passi aperti. Il miglioramento delle condizioni meteo ha permesso la riapertura, nel corso della giornata di ieri, di tutti i passi chiusi in precedenza per il pericolo slavine. Il primo a riaprire è stato il Falzarego, transitabile già dalla tarda mattinata, mentre nel pomeriggio Veneto Strade ha comunicato la riapertura del passo Val Parola, del passo Pordoi, del passo Giau e del passo Fedaia. Transitabile anche la strada provinciale 619 “di Vigo di Cadore” tra il rifugio tenente Fabbro e il confine con la Provincia di Udine. Non sono invece percorribili, a causa della chiusura invernale, le strade provinciali 22 “della Val Sesis” e 33 “di Sauris”. Per quanto riguarda le strade statali, l’Alemagna è interamente percorribile: revocata già nella serata di lunedì la chiusura tra Fiames e Passo Cimabanche. La vecchia statale, oggi variante tra Castellavazzo e Macchietto, è invece chiusa al km 53.280.

Sulle strade. La riapertura dei passi segna un miglioramento concreto sul versante della mobilità provinciale ma le condizioni delle strade impongono comunque prudenza. Fenomeni come il gelicidio - che si è verificato in alcuni particolari casi anche nel Bellunese - o più semplicemente neve, pioggia e gelo hanno costretto alcuni mezzi pesanti a chiedere aiuto. Niente a che vedere con il “lunedì nero” vissuto solo poche ore prima e che aveva visto i centralini delle forze dell’ordine subissati da richieste d’aiuto. Particolarmente delicato il caso di un mezzo spargisale che è uscito di strada a Lozzo di Cadore, sulla strada verso Pian dei Buoi. Una corsa di 20 metri che si è conclusa nel bosco con l’autista fortunatamente illeso. Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco, sul posto con due autogru, per rimettere in carreggiata il mezzo. In Comelico a causa del ghiaccio le corriere Dolomitibus si sono fermate fino alle 8, quando le temperature hanno consentito di far viaggiare gli utenti in sicurezza. Questioni di sicurezza anche per i passeggeri della linea ferroviaria tra Longarone e Calalzo: in mattinata il transito ferroviario è stato sospeso (con corse sostitutive) a causa dei rischi legati ad una canalizzazione in prossimità della ferrovia.

Rischio valanghe. Neve, pioggia e caldo. Le condizioni ideali per il distacco di valanghe. Sui versanti noti, quelli che solitamente vengono interessati dal fenomeno, si sono già verificate delle slavine ma l’Arpav sottolinea l’elevato rischio di nuovi distacchi: il grado dell’allerta è 4 su una scala di 5 e rimarrà così anche nelle prossime ore. Le previsioni del tempo annunciano un miglioramento delle condizioni meteo, anche se qualche nube potrebbe continuare ad accompagnare
la provincia di Belluno. Sono in arrivo notti fredde con il rischio di gelate. La Regione Veneto ha dichiarato lo stato di attenzione per la criticità idraulica sulla rete principale e idrogeologica nel bacino dell’Alto Piave e del Piave pedemontano.

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