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maltrattamenti in famiglia 

Recita di Natale vietata ai figli islamici

Valle. La moglie denuncia il marito del quale non condivide i metodi educativi

VALLE DI CADORE. Figli islamici dalle suore cattoliche. Anche le divergenze sulle scelte educative con la moglie avrebbero causato i maltrattamenti in famiglia e, a un certo punto, anche la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare emessa dal giudice per le indagini preliminari, su richiesta del pubblico ministero Sartorello. Ne è nato un procedimento penale, che è cominciato ieri mattina, nell’aula del tribunale di Belluno, davanti al giudice Feletto.

In mancanza di questioni preliminari, sono state raccolte le liste dei testimoni, a partire da quella della procura, che ne comprende sei. L’uomo è difeso dall’avvocato Hofer, che invece ne ha presentata una da undici, con tutti i vicini di casa, che potevano contribuire a chiarire i rapporti tra i coniugi. Il giudice li ha ammessi tutti, rinviando al 9 aprile per l’inizio del dibattimento. L’appuntamento successivo sarà poco più di un mese dopo, il 17 maggio. La vicenda sarà approfondita a dovere grazie alle testimonianze sotto giuramento, nel frattempo se ne conosco solo i contorni. Pur essendo di fede musulmana, la donna non indossa il velo ed è talmente integrata da non trovare niente di strano nel fatto che la prole frequenti l’asilo del paese, gestito da religiose di fede cattolica. Se gli altri bambini sono impegnati nella preparazione della recita di Natale, non vedeva perché i suoi non dovessero farlo, sentendosi ingiustamente esclusi.

Molto più ortodosso, invece, l’attuale imputato che non sopportava una situazione del genere, anche da qui i motivi di dissidio con la coniuge. Il maltrattamenti sarebbero consistiti più che altro in violenza di carattere psicologico con cattive parole. Di sicuro a un certo momento, il sostituto procuratore si è sentito in dovere di chiedere la misura dell’allontanamento dalla casa familiare, a tutela non solo della donna, ma anche dei piccoli.


Il difensore ha svolto indagini difensive e ha inevitabilmente una visione diversa. Il suo assistito sarebbe a sua volta una vittima, tanto che avrebbe preso alcune pentolate in testa. Quanto ai vicini, non avrebbero segnalato niente di anomalo.

Gigi Sosso

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