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Cultura in lutto per la morte dello storico Michele Cau

AGORDO. Con la morte di Michele Cau, 89 anni, avvenuta martedì sera nella sua abitazione di vicolo Brói ad Agordo (ieri si sono svolti i funerali), la cultura agordina perde un esponente di rilievo,...

AGORDO. Con la morte di Michele Cau, 89 anni, avvenuta martedì sera nella sua abitazione di vicolo Brói ad Agordo (ieri si sono svolti i funerali), la cultura agordina perde un esponente di rilievo, seppur discreto.

Cau era nato ad Agordo il 24 agosto 1928 da padre sardo, Giuseppe, originario di Gavoi (Nuoro), capitano della Guardia di Finanza, e da madre agordina, Clara Soppelsa. Dirigente responsabile dell’area tecnica della Telve prima e della Telecom poi, una volta in pensione si dedicò alla storia locale attraverso ricerche e studi rigorosi. In particolare i suoi contributi seguirono il filone della tradizione mineraria agordina, con un occhio di riguardo anche all’arte e alle problematiche sociali della vallata. Nel 1998 curò per conto della Comunità montana agordina una mostra con catalogo dedicata ad Achille Beltrame (il famoso illustratore delle copertine della Domenica del Corriere, che soggiornò a lungo ad Agordo e dintorni) e, nel 2000, un’analoga felice iniziativa riservata a Bruno Brunetta, pittore e indimenticato insegnante del Follador. Nel 2003 uscì un suo prezioso opuscolo per il centenario della pala d’altare a santa Barbara di Rivamonte, opera del Beltrame. Dopo un saggio sull’altare del Besarel (2005) nella parrocchiale di La Valle Agordina, Cau portò a termine un corposo volume sulla vita di Magno Magni, l’imprenditore di Arzignano (amico e mecenate di Beltrame, suo conterraneo) che, per diversi anni, agli inizi del
‘900, fu proprietario delle miniere di Valle Imperina. Infine, nel 2012, assieme alla figlia Maurizia, la pubblicazione sui diplomati della Scuola mineraria di Agordo dal 1871 al 1933. Cau lascia le figlie Barbara, Maurizia e Chiara e le nipotine Gea Selvaggia e Letizia.(g.san.)

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