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Frana del Monte Zucco resta l’allerta arancione

Perarolo. Ieri un vertice tra Comune, Prefettura, Regione, Ferrovie e altri enti La Protezione civile diffonde un nuovo avviso di criticità idrogeologica fino a oggi

PERAROLO. Cinque millimetri all’ora di spostamento in alcuni punti, fino a un centimetro in altri: la frana della Busa del Cristo continua a muoversi, ma fa meno paura. È meno veloce del primo giorno, quando aveva raggiunto una velocità di spostamento di due centimetri all’ora. Comunque sia, l’allerta resta sempre alta: la frana del monte Zucco continuerà a essere guardata a vista dalle squadre di protezione civile, anche di notte, quando è illuminata dalle fotoelettriche montate di fianco al municipio di Perarolo.

L’allerta resta arancione: dunque le persone interessate dall’evacuazione dei giorni scorsi, possono continuare a rimanere in casa, sapendo che, se malauguratamente la situazione dovesse peggiorare, dovranno uscire di nuovo.

Un ruolo fondamentale sarà giocato dal meteo. In tal senso il dipartimento della Protezione civile della Regione Veneto ha diramato una nota nella quale avverte che la situazione di allerta resta tutta. Almeno fino ad oggi: «Permane la situazione di riattivazione della frana “Busa del Cristo” a Perarolo di Cadore», spiegano dalla Regione. «Il centro funzionale della Protezione civile del Veneto - in considerazione della possibilità di deboli piogge segnalata dalla previsioni meteo - ha diramato un nuovo avviso di criticità geologica, valido fino alle 14» di oggi «e limitata all’area del comune cadorino».

Ieri, nel frattempo, in municipio c’è stato un nuovo briefing tra enti e forze di intervento: il sindaco Pierluigi Svaluto Ferro ha incontrato la Prefettura (era presente il capo di gabinetto Andrea Celsi), i vertici dei vigili del fuoco, rappresentanti della Regione e delle Ferrovie. C’è stato anche un sopralluogo sullo smottamento, per capire quali azioni intraprendere nei prossimi giorni.

«Siamo ancora nella fase arancione», afferma il sindaco Svaluto Ferro, «la frana sta rientrando dall’emergenza, seppur lentamente; in particolare per una parte di essa, permane lo stato di preallarme. Per questo motivo il Coc (Centro operativo comunale) rimane attivo con le fasi di osservazione giornaliera e notturna».

I rilevamenti del sistema di monitoraggio (è all’avanguardia e avverte del minimo spostamento) saranno effettuati ogni 24 ore: «Fino a quando l’emergenza non sarà rientrata e fino a quando non rientreranno anche i vari indicatori che fanno scattare i livelli di allarme per la comunit, non si fermerà neanche il monitoraggio».

Per ora si va avanti così. Quanto a possibili lavori, «saranno i tavoli tecnici a dirci che tipo di intervento effettuare» continua Svaluto Ferro. «Se in tutti questi anni non sono stati capaci di trovare la soluzione, credo che ci sia una spiegazione. Un ruolo importante dovrà essere giocato dall’Università, oltre che dagli altri enti».

Tavoli tecnici annunciati a breve, intanto si continua a buttare l’occhio sui 300 mila metri cubi in movimento di là del Boite: ci sono punti dove si rientra in spostamenti nell’ordine
di millimetri, altri dove si è abbondantemente sopra il centimetro di slittamento a valle, per una media di mezzo centimetro all’ora.

Nuovi turni la notte scorsa e nelle prossime con la protezione civile di Domegge, Antelao, Longarone-Ponte.

Cristina Contento

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