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Falcade e Canale al voto sul progetto di fusione

Primo atto concreto a tre anni dal consiglio unico in cui fu presentato il progetto. Urne aperte dalle 7 alle 23, nessun quorum da centrare, 3.322 elettori in totale

FALCADE-CANALE. A distanza di quasi tre anni dal primo consiglio unitario tra i Comuni di Falcade e di Canale in cui si iniziò a discutere di fusione, oggi i cittadini dei due Comuni potranno dire cosa ne pensano. «È lei favorevole al progetto di legge n. 198 relativo alla istituzione del nuovo Comune denominato “Valle del Biois” mediante fusione dei Comuni di Falcade e Canale d’Agordo della Provincia di Belluno?».

Questa sarà infatti la domanda che gli elettori dei due Comuni troveranno stampata sulla scheda elettorale che verrà loro consegnata dai presidenti del seggio elettorale. Si potrà votare solo nella giornata odierna dalle 7 alle 23: a Falcade nel seggio (due sezioni) allestito all’ex scuola elementare di via Garibaldi; a Canale alle ex scuole elementari di via Roma (due sezioni). Gli elettori (3322) dovranno presentarsi muniti di un documento d’identità e della tessera elettorale. Sono ammessi al voto anche i residenti all’estero (753) che, tuttavia, se vorranno esprimere il proprio parere, dovranno rimpatriare.

Non c’è quorum. Ciò significa che il risultato (lo spoglio sarà fatto subito dopo le 23) sarà valido indipendentemente dal numero dei votanti. Sarà in ogni caso il consiglio regionale del Veneto, sulla base dei risultati dello spoglio, a decretare la nascita o meno del nuovo Comune. Le ragioni del “sì” sono state portate avanti dai sindaci di Falcade, Michele Costa, e di Canale, Rinaldo De Rocco. Essi si sono sempre detti convinti della necessità di una fusione non tanto per ragioni economiche (Stato e Regione, comunque, assicurano vantaggi in termini di contributi, trasferimenti e sostituzione del personale in caso di fusione), quanto per motivi di organizzazione e di gestione della macchina comunale e del territorio con l’obiettivo di continuare a fornire servizi ai cittadini cercando di migliorarli. Ritengono anche che un Comune più grande (quello che nascerebbe sarebbe di 3027 abitanti) potrebbe avere un maggiore peso sia in campo turistico e sia istituzionale.

Per il sì si sono espressi nei giorni scorsi il M5S, la Cisl, l’Anci Veneto, l’onorevole PD Roger De Menech. Il “no” è stato invece incarnato dal Comitato di cittadini per il territorio di Canale, coordinato da Giulia Fiocco. Essi ritengono intanto che senza la comunità di Vallada (la cui amministrazione comunale non ha voluto partecipare al percorso per il Comune unico) la fusione sarebbe monca. Quindi hanno espresso il timore che il Comune con meno abitanti (Canale) possa diventare frazione dell’altro (Falcade) e che le frazioni diventino frazioni

della frazione. Hanno pure evidenziato la recente approvazione della legge a sostegno dei piccoli Comuni; entità che, a loro avviso, favoriscono sia la partecipazione e sia il controllo democratico sull’operato di chi amministra.

Gianni Santomaso
 

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