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«Sedico non ha voluto il campo scuola»

Il presidente provinciale guarda con favore anche ai mini-impianti poco costosi, sul modello di Quero

BELLUNO. In provincia di Belluno non c’è una struttura interamente dedicata all’atletica. Si chiamano “campi scuola” e la Fidal aveva individuato il luogo ideale: Sedico, comune baricentrico in Valbelluna e in grado di raccogliere anche gli atleti dall’Agordino. Sedico è inoltre una realtà vivace sotto l’aspetto sportivo, bene accessibile e dotato di ampie zone per i parcheggi. «Il sindaco Deon si era dimostrato interessato alla nostra proposta, poi abbiamo appreso dalla stampa che l’amministrazione ha fatto proprio il progetto preliminare di ampliamento delle sue strutture presentato da una società calcistica. La nostra proposta dunque è stata esclusa», dice Imperatore.

Avere un campo scuola permetterebbe agli atleti di praticare tutte le discipline dell’atletica, anche quelle legate ai lanci, perché non ci sarebbe il problema di rovinare un manto erboso destinato anche al calcio (come accade in un impianto polivalente). La Fidal sta però puntando anche in un’altra direzione: quella dei mini impianti. Ce n’è uno a Quero, si punta a realizzarli anche nelle aree più periferiche della provincia per sviluppare il movimento. Ma si punta anche a far crescere l’atletica dove non ci sono le società: perché non ha senso avere un impianto se nessuno lo usa.

Passando agli impianti di vallata, a Puos serve una manutenzione generale (la segnaletica è cancellata, va sostituita la gabbia lanci); a Cortina bisogna impostare un progetto più ampio per sviluppare il movimento (anche questo impianto non è funzionale perché il manto è danneggiato); a Domegge, pur recente, non è completo. Mancano le strutture per i lanci, ma l’amministrazione ha dato disponibilità a mettere fondi propri per realizzarle, per le tribune (assenti) si attrezzerà cercando canali di finanziamento.

Inagibile la struttura di Lentiai, che non ha mai ottenuto l’omologazione perché di fatto c’è solo un sottofondo. Non è un impianto per la pratica dell’atletica. Non è omologato neanche l’Umberto Orzes di Ponte nelle Alpi, che ha un anello in asfalto di 360 metri (al posto di 400). C’è solo una pavimentazione bituminosa anche a Gron di Sospirolo. Stessa
situazione a Santa Giustina, dove il tartan è stato posato solo su quattro delle sei corsie, e solo sul rettilineo. Per questo l’impianto è definito incompleto e non funzionale. Eppure gli atleti si allenano, in tutti questi impianti. Facendo di necessità virtù. (a.f.)

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