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Studenti nel centro ittiogenico

I ragazzi delle medie hanno liberato coregoni e un luccio

ALPAGO . Circa cento allievi delle classi prime delle scuole medie dell’Alpago a lezione al centro ittiogenico sul lago di Santa Croce.

Accompagnati dai loro insegnanti, gli studenti di Puos, Chies, Tambre e Farra si sono recati per due mattine presso il centro di riproduzione ittica in località Baia delle Sirene per osservare in vivo tutte le fasi delle operazioni di ripopolamento del lago.

L’iniziativa viene svolta nell’arco dell’anno scolastico, con una prima serie di visite a dicembre, nel momento della fecondazione e sviluppo delle uova, per concludersi ad aprile-maggio, nel periodo di rilascio, prima delle larve di coregone e successivamente di trota e pesce persico.

Grazie all’impegno dei volontari dell’associazione Pescasportivi guidata dal presidente Filippo Sitran, coadiuvato da Vittorio Facchin, l’iniziativa, partita 10 anni fa in via sperimentale, si è attualmente consolidata e perfezionata giungendo a ospitare ogni anno circa 200 ragazzi dell’Istituto comprensivo dell’Alpago.

Anche quest’anno le lezioni sono state svolte dal tecnico dell’ufficio faunistico della Provincia di Belluno, Stefano Vendrami. «L’uso del videoproiettore e l’osservazione diretta di quanto esposto nella lezione hanno permesso ai ragazzi di rendersi conto della complessità dell’ecosistema del lago di S. Croce e della necessità di un impegno costante del servizio di vigilanza della Provincia e dell’associazione Pescasportrivi Alpago, affinché sia mantenuto l’equilibrio tra le varie specie ittiche che potrebbe essere compromesso dalle variazioni del livello del lago nei periodi della riproduzione», hanno spiegato il tecnico e gli addetti all’impianto: «È stato poi possibile osservare le circa 600 mila uova di coregone fecondate in vitro e ora in fase di sviluppo. Fra circa un mese le larve saranno rilasciate nel lago e contribuiranno a mantenere ben rappresentata la specie».

Il momento più entusiasmante per i ragazzi? Certamente quando hanno potuto liberare alcuni esemplari maturi di coregone e un luccio di ragguardevoli dimensioni. Infine gli studenti hanno potuto godere di un piccolo rinfresco fronte lago offerto dall’associazione Pescasportivi. Il ciclo di riproduzione, materia di insegnamento, concerne la cattura dei pesci con le reti, quindi la “strizzatura” delle femmine per il recupero delle uova, la fecondazione, la conservazione degli embrioni, la nascita delle larve e infine il rilascio. «Anche questa attività costituisce un passaggio importante per raggiungere
l’obiettivo che si è posta la commissione Ambiente e Territorio dell’Istituto comprensivo», ha detto la preside Vanna Rossetti, «cioè la conoscenza di tutti gli aspetti naturalistici, ambientali e antropologici relativi al proprio territorio».

Ezio Franceschini

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