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Gsp, investimenti triennali per 24 milioni

Approvato il bilancio. Continuano le performance positive tra riduzione del buco e aumento dell’innovazione

BELLUNO. Investimenti per 24 milioni di euro, fatturati stabili a 30 milioni di euro annui (a tariffe invariate), costi operativi decrescenti ma con maggiore efficienza gestionale, e nuova cassa generata per complessivi 30 milioni di euro che contribuiranno a ridurre l’indebitamento bancario di altri 6 milioni entro il 2020. È stato approvato ieri il bilancio preconsuntivo 2017 e l’aggiornamento del Piano Industriale per il triennio 2018-2020 di Bim Gsp. Ancora una volta la gestione dell’amministratore unico Giuseppe Vignato presenta numeri sorprendenti per una società che nel 2011 era sull’orlo del baratro.

«Il nostro prossimo obiettivo di livello di debito – spiega Vignato - ora si sposta a 36 milioni, e lo dobbiamo centrare entro la fine del 2018, per raggiungere così un rapporto tra patrimonio e debito di 1 a 1 (era di 8 a 1 nel 2012) e confermare la solidità finanziaria della società». Tra gli obiettivi strategici del Piano degli Investimenti vi sono la salvaguardia ambientale, la riduzione delle perdite tramite il bilancio idrico e strumenti no dig (senza scavo), l’interconnessione delle reti acquedottistiche per un maggior equilibrio idrico generale anche in condizioni di emergenza, l’installazione di impianti di pompaggio ad elevata efficienza con compensazione delle perdite.

Tra i principali interventi vi sono i nuovi acquedotti di Rio Frari-Col Coltron a Ponte nelle Alpi, della Val Biois, della Val Canzoi, l’ammodernamento del principale sistema idrico provinciale, quello della Val Clusa, il completamento dei depuratori di Longarone, Falcade e l’avvio di quelli di Borca, Pieve di Cadore, Livinallongo, Mel e Sedico, il miglioramento di tratti di reti fognarie ad Alleghe, Belluno, Feltre, Lozzo, Valle e Pieve di Cadore. «Questo Piano Industriale – dice Vignato – prospetta una gestione organica e coerente delle risorse idriche ma anche e soprattutto sostenibilità ambientale: il 55% delle risorse saranno per fognature e nuovi depuratori, mentre il 45% andranno alla messa in sicurezza degli acquedotti provinciali».

Per quanto riguarda la chiusura del 2017, le principali performance illustrate ai sindaci da Vignato sono: cassa lorda generata di 14 milioni di euro, nuovi investimenti per 9 milioni di euro, debiti ridotti di altri 5 milioni scesi a quota 40 milioni (dagli 89 nel 2011). È salito, nel contempo, il patrimonio netto, che ha raggiunto i 31 milioni di euro (+18 milioni dall’inizio della gestione Vignato). «In poco più di quattro anni - commenta Vignato - abbiamo realizzato 28 milioni di investimenti, estinto il debito di 20 milioni verso i Comuni e quasi triplicato il valore delle loro azioni, passate da un valore di 191 mila euro a 463 mila euro».

L’indispensabile azione di risanamento non ha sacrificato gli investimenti, anzi: Bim Gsp destina il 36% (70% con le manutenzioni) della tariffa alla realizzazione di nuove opere a beneficio del sistema idrico provinciale. Oltre un centinaio gli interventi ultimati nell’anno, e tra i principali vi sono il completamento dei depuratori di Calalzo, Feltre, Sappada e Trichiana, l’avvio di quelli di Falcade e Longarone, i nuovi acquedotti di Sovramonte, Domegge, Calalzo, Danta, Santo Stefano e San Pietro di Cadore, il miglioramento di tratti fognari a Belluno, Puos d’Alpago, Livinallongo e Pozzale di Cadore. «Stiamo rispondendo positivamente alle procedure di infrazione sollevate dalla UE, stiamo recuperando il gap infrastrutturale del sistema idrico e siamo perfettamente in linea con le disposizioni dell’Authority che invita i gestori a spendere gli introiti tariffari più in investimenti e meno in spese correnti».

Stabili i consumi d’acqua a 13,8 milioni di metri annui per il terzo anno consecutivo. I ricavi complessivi hanno superato i 30 milioni di euro, di cui 27 milioni di competenza del 2017 e 3 milioni addebitati in bolletta a titolo di addizionale per il recupero degli aumenti tariffari delle annualità 2004-2011. Nel 2017 le spese gestionali
sono rimaste pressoché stabili rispetto al 2016 ma contenute di 400 mila euro rispetto al bilancio previsionale, ma l’obiettivo è quello di risparmiare ancora nella direzione della massima efficienza gestionale ed economica, con l’innovazione dei processi gestionali interni.(i.a.)

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