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Sospirolo premia Adriana Valdo

L’alpinista vicentina, prima donna accademica del Cai, è legata ai Monti del Sole

SOSPIROLO. Ad Adriana Valdo il premio Montagna sospirolese 2017, promosso dal Centro studi montagna sospirolese.

La nota alpinista vicentina, prima donna accademica del Cai, è legata al territorio per aver realizzato negli anni Settanta, e poi mantenuto, il prezioso bivacco Valdo sui Monti del Sole, in memoria dei genitori.

Bivacco che è «importante punto di ricovero per i tanti appassionati che frequentano queste meravigliose montagne, dimostrando così un attaccamento particolare alla montagna sospirolese», come recita la motivazione.

Il premio le è stato conferito a Vicenza, nella sua abitazione, ma un video della consegna è stato mostrato in occasione dell’assemblea annuale dei soci.

In tale contesto è stato dato anche un piccolo riconoscimento ai soci Claudio Vallet e Davide Zanol per l’opera prestata nella realizzazione di alcune bacheche informative, il primo per la parte pratica, il secondo per la grafica delle mappe.

Poi si è discusso delle tante opere realizzate: «Fatti non parole», come ha sottolineato il sindaco Mario De Bon, prima di aggiungere: «Il vostro gruppo ha la capacità di passare rapidamente a rendere operativo ciò che si concorda».

Per il Centro studi montagna sospirolese, in effetti, si è trattato di un anno intenso: oltre al costante lavoro di pulizia sui sentieri della Pedemontana, il gruppo di volontari ha realizzato una prima serie di bacheche, dislocate nei punti di accesso a sei anelli escursionistici recuperati e mappati.

L’iniziativa principale è stata, invece, la posa di un cippo sul punto di confine dei quattro comuni di Cesiomaggiore, Gosaldo, San Gregorio nelle Alpi e Sospirolo il primo luglio: un folto gruppo di appassionati e i cantori del Coro Monti del Sole, dopo la posa, hanno ricordato persone scomparse legate alla montagna.

Poi l’attività con le scuole, mentre in estate il Csms ha seguito, con il Comune, dei giovani volontari che per dieci giorni hanno percorso e pulito i vari sentieri. «Anche in questo caso si è cercato di sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza del mantenimento del territorio montano,
sia per motivi storico-culturali che per motivi di carattere ambientale per prevenire dissesti idrogeologici, oramai sempre più frequenti, causati, tra l’altro, dall’abbandono progressivo della montagna», ha chiarito il presidente Stefano Sanniti.

Federico Brancaleone

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