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Gli Amici della Val Canzoi «Eliminare i tralicci Enel»

Cesiomaggiore: il gruppo ricorda i danni della tromba d’aria durante l’estate e sottolinea i servizi ridotti al minimo con il solo agriturismo Sass de Mura aperto 

CESIOMAGGIORE. L’ambiente di montagna è ormai costretto a misurarsi con fenomeni nuovi fino a qualche tempo fa imprevedibili e quasi del tutto sconosciuti. In agosto per esempio, una tromba d’aria ha colpito il territorio feltrino causando molti danni e persino un morto. In Val Canzoi, in località Preton e Bernardi, in corrispondenza di una linea elettrica da 20.000 volt, molti alberi erano stati abbattuti ed anche tre tralicci in ferro erano crollati con conseguenze piuttosto pesanti per la collettività che aveva dovuto subire un black out durato cinque giorni. In quella occasione ci dicono come la tromba d’aria si fosse incanalata in quel corridoio tra gli alberi, “causato dal taglio a raso della vegetazione ai lati della linea”.

Questi fatti starebbero a dimostrare come mantenere linee aeree nelle zone di montagna sia sempre più rischioso, costoso e pericoloso. Quei tralicci della valle sono oltretutto vecchi avendo oltre 70 anni. E sono ormai ammortizzati.

Sempre più spesso ai nostri giorni, si costituiscono dei movimenti spontanei tra cittadini. Gli Amici della Val Canzoi è uno di questi e ha preso a cuore la valle nei suoi tanti aspetti. Molte delle loro preoccupazioni sono legate alle attività di servizio nella valle ove è rimasto attivo solo l’Agriturismo Sass de Mura, aperto peraltro solo nei fine settimana. Il ristoro di Orsera nel passaggio dalla Cooperativa al Comune è rimasto privo di gestore. E tutti i telefoni pubblici in valle risultano chiusi.

Nell’anno in corso gli Amici della Val Canzoi hanno comunque provveduto alla pulizia di vecchie strade, a sistemare e ripristinare sentieri. Sono diventati interlocutori importanti con istituzioni ed enti quali Comune di Cesiomaggiore e Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Ma il gruppo si è adoperato in particolare affinché l’Enel adottasse la soluzione dell’interramento delle sue linee sull’esempio di altri territori della provincia, quali Lamon, Fonzaso, Sovramonte, Pieve di Livinallongo, Ponte nelle Alpi. Petizioni erano state presentate nel 2015 e riproposte di recente.

Nel gruppo serpeggiava in verità il timore che venissero eretti nuovi tralicci e venisse aumentato lo sventramento del bosco. Quegli Amici erano rimasti in attesa che le istituzioni locali si muovessero ed intervenissero. Ed anche a noi, risolvere il problema mediante un taglio di ulteriori alberi, in una zona che rappresenta una delle porte più importanti del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi, a Vette Feltrine, Cimonega, Pizoc, non sembrava davvero la migliore delle soluzioni.

Nei fatti, l’Enel ha interrato solo un tratto della linea tra la diga e la centrale, lasciando peraltro in piedi anche la linea aerea. E nel tratto ove si era abbattuto il fortunale di agosto, l’Enel si è riattivata invece collocando piloni in acciaio “marron ecologico” che sono stati ribattezzati dai nostri Amici quale nuova specie arborea tecnologica e classificati sotto la voce di “Pinus Enelensis Brown”. E a questa nuova “piantumazione”
si è aggiunto anche il tanto paventato taglio di alberi ampliato che secondo gli Amici ha creato «un inammissibile sventramento del bosco in area Parco». E dulcis in fundo, essi soggiungono che gli alberi abbattuti giacciono ancora abbandonati a terra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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