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Gli operatori sugli skilift chiusi «Danno economico enorme»

ROCCA PIETORE. «Il danno economico potrebbe diventare enorme, quello d’immagine colpirà l’intera vallata». A dirlo sono Corrado Bartolini, presidente del Consorzio turistico Marmolada, e Roberto...

ROCCA PIETORE. «Il danno economico potrebbe diventare enorme, quello d’immagine colpirà l’intera vallata». A dirlo sono Corrado Bartolini, presidente del Consorzio turistico Marmolada, e Roberto Pierobon, presidente del Collegio Maestri di sci del Veneto, di fronte alla situazione grottesca che vede fermi i due skilift, Val d’Arei 1 e 2, che da Malga Ciapela dovrebbero portare gli sciatori al Padon. Uno stop decretato dall’Ustif (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi del Ministero dei trasporti e delle infrastrutture) dopo aver commissionato una perizia valanghiva che ha evidenziato la criticità della zona.

I due skilift (che fungono sia da collegamento nel circuito Sellaronda, sia da servizio per i campi scuola di Malga Ciapela) erano stati precedentemente oggetto di lavori straordinari di manutenzione che ne avevano prolungato la “vita-tecnica”. Dopo la comunicazione della società Padon, proprietaria degli impianti, e le lamentele da parte del sindaco di Rocca Pietore, Andrea De Bernardin, sono ora gli operatori turistici ad esprimere malumore. «È una situazione», dice Bartolini, «che ci mette in grande disagio nei confronti dei turisti che stanno arrivando nella nostra valle. La mancata apertura degli skilift sta creando un danno alla scuola sci per il campo scuola calcolabili in un buon 80% degli iscritti alla scuola sci oltre che allo sci club».

Bartolini evidenzia come il mancato funzionamento degli skilift contribuisca a rendere ancora più complessa la situazione del periodo festivo, connotata dall’alto flusso di clienti. «Cosa succederà ora?», si chiede il presidente del Consorzio Marmolada, «in una località sciistica è impensabile affrontare una stagione invernale con degli impianti chiusi, che precludono il lavoro giornaliero dei maestri attraverso cui i clienti si avvicinano per la prima volta allo sci». Il sindaco aveva evidenziato come fossero stati fatti dei tentativi (promettere di chiudere gli impianti in caso di precipitazioni nevose) per ovviare al problema, senza però ottenere risultati. «Ne parleremo domani nell’incontro che avremo in Provincia», annuncia adesso. Ma intanto per gli operatori il tempo è denaro. Perso.

«Questa storia», dice Bartolini, «si ripercuoterà su tutta la clientela della valle. I gestori degli hotel dovranno giustificarsi di fronte agli ospiti per questa mancanza di servizio non dovuta a loro. Il danno economico potrebbe diventare enorme per tutti gli operatori
se il disservizio dovesse prolungarsi ulteriormente». Nel frattempo il presidente del Collegio Maestri di Sci del Veneto, Roberto Pierobon, evidenzia che il disagio investirà anche le valli limitrofe e procurerà un danno all’immagine di tutta la valle.

Gianni Santomaso

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