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Il primo inverno con il Rifugio Auronzo

Storica apertura della struttura ai piedi delle Tre Cime, per ora fino al 7 gennaio. Si può arrivare anche in motoslitta

AURONZO . Quella di ieri è stata una giornata storica per il rifugio Auronzo alle Tre Cime di Lavaredo. Per la prima volta la struttura ha aperto i battenti nella stagione invernale grazie al certosino lavoro portato avanti negli ultimi anni dalla proprietà che fa capo alla sezione Cai di Auronzo.

Primo giorno da tutto esaurito con oltre cento persone che hanno raggiunto quota 2.320 metri principalmente in motoslitta grazie al servizio, offerto dalla Tre Cime Service, che ogni anno d’inverno sostituisce il transito veicolare, off limits dal lago Antorno.

«È un giorno di festa, siamo tutti felici ed emozionati», commenta il vicepresidente del Cai di Auronzo Massimo Casagrande. «Quando la nostra sezione sette nel 2010 ha deciso di gestire direttamente il rifugio, abbiamo lanciato l’idea di poterlo aprire anche in inverno e non solo d’estate. Era un sogno che oggi, grazie ad una serie di interventi sulla struttura portati avanti in questi anni tra mille sacrifici, siamo riusciti a realizzare».

Il rifugio Auronzo sarà aperto tutti i giorni, dalle 10 alle 16, fino al 7 gennaio. «In quella data decideremo come continuare, se mantenere la struttura aperta o se chiudere qualche giorno e riaprire tra fine gennaio e inizio febbraio», prosegue Casagrande, «questa per noi è una fase sperimentale dell’iniziativa, soggetta anche alle condizioni metereologiche. Giorno per giorno decidiamo il da farsi perché il rifugio è raggiungibile solo in motoslitta, a piedi o con ciaspe e sci da alpinismo per cui in caso di maltempo o troppa neve portare il personale in quota diventa complicato oltre che potenzialmente rischioso».

Al momento sono quattro le persone impiegate all’interno del rifugio che offre un punto di appoggio ai tanti turisti che anche d’inverno decidono di trascorrere una giornata alle pendici delle Tre Cime ma che, fino allo scorso anno, una volta raggiunta quota 2320 metri non trovavano nulla e nessuno ad accoglierli. «Con l’apertura invernale abbiamo esaudito quella che era una forte esigenza proveniente dal territorio», sottolinea Casagrande. Rispetto alla stagione estiva il rifugio Auronzo lavora a scarto ridotto: la cucina offre infatti qualche piatto caldo e soprattutto panini, a pieno regime invece il servizio bar. «Se tutto va bene proveremo ad aprire la cucina il prossimo anno dopo aver portato a termine alcuni interventi legati all’isolamento del tetto», annuncia Casagrande. Fondamentale per l’apertura invernale del rifugio Auronzo è stata la realizzazione di due vasche
in grado di contenere 60mila litri di acqua visto che d’inverno la sorgente a cui in estate si rifornisce la struttura è ghiacciata. Tra il centinaio di turisti che ieri hanno affollato il rifugio Auronzo nel primo giorno di apertura invernale c’era anche una comitiva di giapponesi.

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