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incidente in via vittorio veneto 

Brasiliano indagato: c’è un perito

La procura dispone accertamenti sulla morte di Elena Durastante

BELLUNO. Stato di ebbrezza e nessuna cintura di sicurezza. La procura della Repubblica ha aperto un fascicolo per omicidio stradale colposo e iscritto nel registro degli indagati Evandro Galhardo Gonsalves. Il 39enne brasiliano era alla guida della Fiat Uno, con la quale si è schiantato contro un albero di via Vittorio Veneto. Era la sera di domenica 17 e, nell’incidente, ha perso la vita la passeggera Elena Durastante. Su quell’albero all’altezza del negozio di abbigliamento Original Marines, in direzione Ponte nelle Alpi ci sono una foto della 42enne romana sorridente, i fiori di parenti e amici e una sciarpa giallorossa del capitano Francesco Totti. La donna era una grande appassionata di calcio e tifosa della Roma. Il sostituto procuratore Marcon ha dato l’incarico al perito Zamuner di scrivere una consulenza sul sinistro, per avere maggiori elementi su cui lavorare. I due non indossavano le cinture e i dispositivi di sicurezza di una macchina vecchia sono quelli che sono, ma potrebbe aver giocato un ruolo importante anche la velocità lungo una strada cittadina con il limite di 50 chilometri orari. Di sicuro gli inquirenti sono convinti che abbia pesato lo stato psicofisico del conducente. Il prelievo del sangue fatto all’ospedale San Martino ha rilevato un tasso alcolemico pari a 3 grammi per litro di sangue. Saranno eseguiti ulteriori esami, che se dovessero portare delle conferme comporterebbero l’ergastolo della patente, cioè almeno una quindicina di anni di sospensione, oltre alle sanzioni amministrative da parte del prefetto Esposito.

La tesi della difesa - l’uomo si è affidato all’avvocato Marzia Ianese - è che si sia verificato un malore. Goncalves avrebbe sofferto di un problema cardiaco, come gli era già successo nel corso dell’estate, tanto
è vero che il medico gli aveva prescritto di smettere di fumare. I due erano partiti dalla zona del bar Belluno, in via Simon da Cusighe e, secondo la prima ricostruzione, l’idea era quella di andare al supermercato. Era domenica è l’orologio segnava le 21.

Gigi Sosso

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