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Accertamenti su due cesiolini

I militari hanno cercato gente con precisi requisiti ma nessun riscontro

CESIOMAGGIORE. Quattro motivi per non essere Erostrato. Nel mese di ottobre, la procura della Repubblica aveva commissionato a un criminologo un profilo del piromane e imbrattatore senza volto di Cesiomaggiore. I carabinieri hanno cercato un incendiario, che odia i preti, crede nell’indipendentismo e politicamente è collocato nella destra più estrema. Avevano individuato due cesiolini, che potevano corrispondere alla descrizione, ma entrambi hanno fornito alibi inattaccabili e formalmente non sono stati nemmeno indagati.

C’è un capo d’imputazione, in procura della Repubblica, con ipotesi di reato che vanno dal procurato allarme, all’incendio doloso, alla minaccia aggravata e al danneggiamento pure aggravato, quello che manca è il nome dell’imputato e non è poco. Le ricerche continuano e, per il momento, tutto porta a un residente, piuttosto che a un emigrante. Una persona che non frequenta molto gli ambienti pubblici e, quando lo fa, si guarda bene dall’esibire inclinazioni od orientamenti politici. Non ce l’ha certo scritto sulla fronte Erostrato.

Non è senz’altro lo scemo del villaggio e non sorprende più di tanto il fatto che gli altri paesani non siano in grado di aiutare le indagini. Non si tratta di omertà tanto diffusa ad altre latitudini, semplicemente nessuno riesce a farsi venire una buona idea. Anche perché l’anonimo è diventato molto più raffinato. Non si lascia più andare a invettive condite dal nazista Hitler o dal norvegese Breivik, magari ispirandosi all’indipendentista sardo Meloni, ma addirittura cita Virgilio e l’Eneide, in un passo che non è certo il primo a venire in mente, quando si vuole dare sfoggio di cultura.

Sa essere spiazzante, ecco perché non si è ancora trovato, in un paese di neanche 4 mila abitanti. Ma l’impegno degli investigatori non manca e le indagini non si sono mai fermate, nemmeno nel periodo di tempo in cui l’uomo non si è fatto sentire via lettera e vedere con la vernice spray o peggio con il fuoco. Quello che avrebbe aiutato l’inchiesta è un impianto di videosorveglianza montato in paese. Una telecamera in zone sensibili
come il cimitero o i magazzini comunali avrebbe consegnato immagini interessanti agli investigatori, a parte il fatto che avrebbe anche potuto scoraggiare il ricercato. Si attende la prossima mossa. (g.s.)

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