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Cesa: «Solo uniti avremo più opportunità»

Mel e Lentiai riflettono sul percorso di unificazione dopo la bocciatura del referendum agordino

MEL E LENTIAI. «La fusione deve essere concepita come un’opportunità, non come un obbligo». Il sindaco di Mel Stefano Cesa torna a parlare del tema della fusione con Lentiai, alla luce del referendum di Canale d’Agordo e Falcade dove è prevalso il no. La notizia ha fatto rapidamente il giro dei comuni della Sinistra Piave e non solo interessati alla fusione, capovolgendo un pronostico che molti davano per scontato.

«La scelta è tra non fare niente e rimanere così come siamo, oppure ottenere risorse aggiuntive – prosegue Cesa – per avere la possibilità di mettere in piedi qualcosa di innovativo sotto tutti i profili, a cominciare da quello economico, passando per quelli relativi alla crescita del territorio e ad una sua valorizzazione umana, culturale e non solo. Attirare la gente offrendo la possibilità di vivere in questa parte della provincia e attirare le aziende e dare loro motivo di investire sul nostro territorio sono gli obbiettivi della fusione: è vero che i contributi potrebbero terminare dopo dieci anni, ma questa finalità deve essere ben chiara aldilà dell’aspetto temporale».

Il sindaco si sofferma sul risultato del referendum in agordino: «Non so come sia stato realizzato e spiegato alla cittadinanza il percorso verso la fusione per portare a questo risultato – spiega Cesa – ma la scelta del no è stata molto determinata da parte della popolazione sia di Canale d’Agordo che di Falcade. Ciò mi ha fatto riflettere. E anche la gente potrebbe pensare che se non ce l’hanno fatta due comuni più piccoli, allora la fusione è difficile da realizzare, ma bisogna tenere conto di vari aspetti della questione: tra Mel e Lentiai è ancora in corso lo studio di fattibilità, è ancora presto per dire con certezza che verrà indetto un referendum. Può anche essere che ci blocchiamo prima. Vanno valutati tutti gli aspetti e verrà coinvolta la popolazione con incontri che organizzeremo nei prossimi tempi e, se ci saranno tutti i presupposti favorevoli per entrambe le comunità, allora la fusione si farà, altrimenti si va avanti come prima».

In caso di vittoria del no Cesa esprime un po’ di preoccupazione: «Per fare la fusione è necessario ragionare in prospettiva e pensare per il bene della comunità, per i nostri giovani, per le nostre imprese e per il futuro stesso della montagna. Ha senso fondersi? Io dico di sì. Senza fusione in futuro potrebbero esserci più difficoltà da affrontare, specialmente per una comunità piccola: con un comune da 10 mila abitanti la situazione volgerebbe a nostro favore».

Concorda anche il sindaco di Lentiai Armando Vello: «In merito al risultato del referendum dico che la gente è strana e che a volte fa delle scelte discutibili. In una comunità così piccola a maggior ragione andrebbero unite le forze per garantire un futuro più stabile alla montagna e invece si è scelta la strada inversa. Lentiai deve ora proseguire senza farsi condizionare da questo risultato: al momento ho colto dei segnali positivi da parte della mia comunità e sono fiducioso su questa opportunità che è la fusione. L’obiettivo della è l’ottimizzazione
del territorio, che si traduce in maggiori servizi e investimenti e alla crescita in prospettiva. No all’immobilismo: meglio agire prima che la fusione venga imposta. Con la progettualità che abbiamo in mente con Mel potremmo garantire un futuro più stabile al territorio».

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