Quotidiani locali

Fusione dei comuni e tasse allo studio aliquote uguali

Trichiana e Limana proseguono il lavoro per la creazione di un unico ente locale A breve gli incontri con la popolazione e un concorso tra le scuole per il nome

LIMANA E TRICHIANA . Nella fusione tra Limana e Trichiana, la questione più spinosa è quella delle differenti aliquote dei tributi comunali. Ed è su questo che stanno lavorando da diverse settimane gli uffici. «Procedere con tutti gli allineamenti possibili è la priorità che ci siamo dati», fa presente il vice sindaco di Trichiana, Gianluca Franco. «Nel momento in cui i cittadini dovranno decidere se vogliono la fusione, devono anche avere la certezza che non ci saranno differenze di trattamento tra limanesi e trichianesi».

Entro gennaio, dunque, gli uffici ultimeranno una ricognizione dei regolamenti dei due Comuni, comunicando poi alle giunte quali sono gli aspetti su cui bisogna lavorare. Gli amministratori, intanto, stanno redigendo per ogni assessorato una sorta di griglia in cui sono elencati gli elementi che accomunano i due territori e quelli che li differenziano. E continuano gli incontri tra le due giunte. Ogni appuntamento è stato dedicato a un tema specifico: si è parlato di scuole, sport e turismo, ambiente. E ancora: lavori pubblici ed edilizia privata, sociale, case di riposo e associazionismo.

«Siamo fermamente convinti del percorso avviato», dice ancora Franco. «Proprio per questo stiamo lavorando in modo assiduo». L’intenzione dei due Comuni della Sinistra Piave, se la risposta dei cittadini sarà positiva, è concludere il processo di fusione entro la scadenza naturale dei rispettivi mandati (2019).

Lo studio di fattibilità è stato presentato l’estate scorsa: secondo l’analisi, Limana e Trichiana sarebbero due realtà molto vicine tra loro, simili per dimensioni, frammentate in diverse frazioni e facenti parte dell’Unione Montana Valbelluna, con alcuni servizi già in convenzione e collaborazioni in atto. Il Comune unico arriverebbe a contare 10.100 abitanti e diventerebbe il terzo in provincia. «Le opportunità della fusione consistono nel miglioramento dei livelli qualitativi, nella diminuzione dei costi di funzionamento, nella maggiore accessibilità al pubblico e in nuovi investimenti in opere pubbliche e nella manutenzione di quelle attuali», riflette il vice sindaco di Trichiana. «I rischi stanno nel timore della diminuzione della rappresentatività, che deve essere gestito attraverso condivisione e partecipazione. A questo scopo stiamo lavorando alla realizzazione di un progetto chiaro, per poter fornire tutti gli elementi che permettano, nel momento in cui sarà indetto il referendum,
di prendere una decisione. L’ultima parola spetta alla popolazione».

Gli incontri informativi con la cittadinanza prenderanno il via a breve e verrà anche avviato un concorso di idee con le scuole per decidere quello che potrebbe essere il nome del Comune post fusione.

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