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Piano Agordo Smart city? Il milione rischia di saltare

Agordo. Del mega progetto assieme al Cnr c’è solo un totem informativo Ancora al palo gli investimenti per l’efficientamento della Malga Framont

AGORDO. «Non esiste un piano B: se i soldi non verranno investiti per malga Framónt credo proprio che verranno dirottati altrove, lontano da Agordo».

A dirlo è il presidente del Consorzio Bim Piave, Umberto Soccal. I soldi sono la maggior parte di quel milione di euro che il Cnr doveva investire ad Agordo nell’ambito del progetto “Smart City” e che finora, al capoluogo di vallata, ha portato in dote appena un totem informativo. Dove siano finiti i soldi è una domanda che i cittadini di Agordo continuano a porsi.

Avevano esultato tutti, infatti, nell’ottobre 2013 quando l’allora sindaco di Agordo, Renzo Gavaz, era andato a Riccione per firmare l’accettazione del contributo previsto dal bando indetto dal Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) e dall’Anci.

Un milione di euro per fare di Agordo una “smart city”. Il capoluogo di vallata aveva ottenuto quella grossa cifra «per aver presentato la proposta tecnica migliore che, tramite il coinvolgimento del Consorzio Bim del Piave, integra le fonti di energia rinnovabili presenti permettendo un bilancio energetico ottimale sul territorio comunale».

«Un progetto che c’era», dice Soccal calcando l’accento sull’imperfetto, «gli interventi che il Cnr aveva previsto su Malga Framont per ottenere migliorie in termini di efficientamento energetico avrebbero richiesto interventi importanti sia dal punto di vista dell’impatto paesaggistico sia da quello della futura manutenzione. L’amministrazione comunale di Agordo aveva già evidenziato che tale prospettiva non la trovava d’accordo e che i tempi, i tre mesi estivi, per sfruttare l’utilità degli interventi previsti era troppo breve».

Proprio nei giorni scorsi il Comune di Agordo ha pubblicato l’avviso (scade il 9 gennaio) dell’indagine di mercato per i lavori di manutenzione del tetto di malga Framont: 40.076,90 euro di cui 35.839,71 a base d’asta. Soldi che, tuttavia, non arriveranno dal Cnr.

«Forse», dice il presidente del Consorzio Bim «questo è l’elemento che fa dire una volta per tutte che i soldi non arriveranno più. Un piano B? Non credo ci sia. La parte che riguardava il totem si è conclusa e se non arriva per malga Framont penso proprio che il resto dei soldi verrà dirottato altrove, lontano da Agordo».

Una storia che sarebbe davvero difficile da spiegare ai cittadini: Agordo e il Bim vincono un bando per la “proposta tecnica migliore” e poi su tale proposta non si trova l’accordo. Era la migliore oppure no? E, semmai, per chi? «Credo», dice Soccal, «che siano stati commessi degli errori di comunicazione. Non ho seguito sul nascere il progetto, ma forse al tempo qualcuno, a livello comunale, ha fatto un po’ troppa propaganda». Se di propaganda si trattava, tuttavia, anche il Bim non ne era stato estraneo.

Intanto anche dall’amministrazione comunale di Agordo, che ai tempi di Gavaz aveva richiesto l’installazione di un impianto di videosorveglianza, un ampliamento della rete wi-fi, il posizionamento di alcuni totem informativi, la razionalizzazione dell’illuminazione pubblica, la fornitura di un servizio di telesoccorso per le frazioni più periferiche,
trapela pessimismo sull’esito finale. «Tutto tace», spiega il sindaco di Agordo, Sisto Da Roit «assieme al Consorzio Bim Piave avevamo mandato delle lettere al Cnr per formalizzare le nostre perplessità e avanzare le nostre proposte, ma non abbiamo mai avuto risposta».



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