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Erostrato indagato per l’incendio di Ignan

Pronto l'identikit dell'anonimo: è cesiolino, nazista, anticlericale, indipendentista e incendiario

CESIOMAGGIORE. Segni particolari: cesiolino, nazista, anticlericale, indipendetista e incendiario. Erostrato potrebbe essere tutto questo, ma i carabinieri che gli stanno dando la caccia ormai dal mese di luglio pensano anche che abbia le idee annebbiate.

Nella seconda e ultima lettera al nostro giornale, si è intestato «il rogo del deposito di inutilità zona Norcen» e a questo crede soltanto l’anonimo piromane. Il posto è sopra Pedavena, non proprio dietro l’angolo di Cesiomaggiore. Come diavolo ci è andato e soprattutto per quale motivo? Gli stessi militari sono convinti che ci sia davvero lui dietro l’incendio appiccato il 16 ottobre a un fienile di Ignan, la vicina frazione di Santa Giustina. Il fuoco ha distrutto un ricovero di attrezzi, interessando anche il tetto di un’abitazione vicina. Nessuna rivendicazione in questo caso, ma elementi concreti che porterebbero al suddetto. Se n’è dimenticato o non ha voluto farlo sapere, visto il periodo lontano dalle vacanze estive e di Natale?

Le indagini, comunque sia, non si sono mai fermate e proseguono, anche sulla base di un profilo criminologico che si aggiorna continuamente e lo vorrebbe con tutte quelle caratteristiche, ma a questo punto non necessariamente. Il neonazista (che ha usato la vernice per imbrattare cimitero, magazzini comunali e chiesette di Calliol e Sant’Agapito; che ha spedito lettere con il borotalco al sindaco Carlo Zanella e alla scuola media e senza polverina assorbente al Corriere delle Alpi; che ha incendiato non si sa bene cosa) ultimamente si è messo a citare addirittura Publio Virgilio Marone. Dal Mein Kampf hitleriano è passato al terzo libro dell’Eneide, transitando con disinvoltura per la trasmissione televisiva Giocagiò degli anni Sessanta condotta anche dal popolare e bravo presentatore Claudio Lippi. Poi non ci si può lamentare, se si dimentica di mettere sul proprio conto un incendio sotto casa.

Gli investigatori parlano di «un bel rompicapo», ma allo stesso tempo sono convinti di riuscire a incastrarlo con il tempo che ci vuole e alla fine di indagini che non coinvolgono solo loro, su delega della procura della Repubblica. Rimangono in costante contatto con l’Istituto zooprofilattico di Padova e con il laboratorio dei Vigili del fuoco di Mestre e aspettano notizie con fondamento scientifico sugli inneschi ritrovati sui luoghi degli incendi, sempre del tutto convinti che ci sia anche quello di Ignan.

Erostrato è di Cesio e non sta scappando da nessuna parte. Si sta rendendo così antipatico agli occhi dei suoi paesani che, prima o poi, qualcuno andrà a denunciarlo. Le sue simpatie politiche interessano a talmente
poca gente ché forse è questo il motivo per cui non ne parla con nessuno. Chi gli darebbe mai soddisfazione? In compenso non manca la solidarietà dei paesani al sindaco, al parroco don Andrea Piccolin e ai ragazzi della scuola, che Virgilio l’hanno studiato o lo studieranno con passione.

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