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Posta in ritardo: a Mas di Sedico è protesta

Una residente contesta a nome dei concittadini: «Facciamo brutte figure con chi avanza dei soldi»

SEDICO. Posta per niente prioritaria. Disservizi pesanti - ormai da tre o quattro mesi - nella zona di Mas di Sedico. Il postino c’è e lavora con i suoi orari, ma capita che non suoni nemmeno una volta e, intanto, fatture e bollette rischiano di arrivare a scadenza. Mai alla prescrizione, ci mancherebbe. I residenti stanno cominciando ad averne abbastanza, anche perché rimediano figuracce micidiali nei confronti dei creditori o corrono il pericolo di vedersi contestare more o interessi.

Accanto a chi tace, pur non acconsentendo, si alza più di qualche voce di protesta. Tipo quella di Wanda Ciotti, che abita nella frazione di Sedico da una decina di anni, proveniente dal Cadore: «Il geometra che si è occupato dei lavori alla mia casa cadorina mi ha telefonato giustamente seccato, perché non ho pagato le ultime due fatture», allarga le braccia la donna, «mi è toccato garantirgli che non le avevo mai viste e aggiungere che non stavo ricevendo la posta. Non nego di aver rimediato una brutta figura, che davvero mi piacerebbe non rifare. Purtroppo è successo anche con l’assicurazione sulla casa e la revisione della caldaia. Non ne posso più...».

Non è un problema d’indirizzo sbagliato o di nessun familiare in casa. Le buste non arrivano e non solo in questa abitazione: «Prima di lamentarmi, ho interpellato alcuni vicini per capire se stessero soffrendo il mio stesso problema e ci sono state diverse conferme. Non si tratta di un disguido circoscritto, interessa un buon numero di famiglie. Vorrei che ci facessimo sentire insieme, per avere maggiore forza, ma vedo che non tutti hanno intenzione di far valere i propri diritti».

Il servizio postale non è gratuito, giusto pretendere che funzioni al meglio delle proprie possibilità, al di là del periodo delicato delle feste natalizie. Una protesta all’ufficio postale di competenza? «Fortunatamente mi faccio addebitare le bollette sul conto corrente bancario, perché sennò ci sarebbe anche questo guaio. Tutte le volte che mi sono recata alla posta, ho perso un sacco di tempo, concludendo poco. Gli addetti non
mi hanno quasi dato retta, pertanto credo che sia più giusto segnalare questo disservizio ai giornali, con la speranza che chi di dovere si muova e faccia qualcosa per permetterci di ricevere regolarmente la corrispondenza. Quando ho un debito, faccio anche l’impossibile per saldarlo».

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