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Skilift fermi, nulla di fatto in Provincia

Senza esito il vertice a Palazzo Piloni per tentare di sbloccare gli impianti Malga Ciapèla-Padon. Maestri di sci infuriati

ROCCA PIETORE . Termina con un nulla di fatto l’incontro che si è tenuto in Provincia giovedì sulla riapertura degli skilift Malga Ciapèla-Padon ed esplode la rabbia dei maestri di sci.

«Purtroppo non ci sono novità», commenta il sindaco di Rocca Pietore Andrea De Bernardin, «ho chiesto a tutti gli enti presenti di riunirci al più presto per ridiscutere del problema. Non voglio però dare false speranze e temo che tra le festività natalizie e l’inizio del nuovo anno non se ne riparlerà prima di gennaio».

Ad essere più in ansia sono gli operatori turistici della zona che si vedono limitare pesantemente l’offerta sciistica nel pieno della stagione invernale. «La loro rabbia è comprensibile» continua De Bernardin «e ci rendiamo perfettamente conto del danno d’immagine per l’intero comprensorio. Quello che posso dire per ora è che sia io che gli impiantisti stiamo lavorando con molto impegno per proporre delle soluzioni valide».

«Per noi questa è una vergogna e uno scandalo», esplode Guido De Lazzer, direttore della scuola di sci Marmolada, «non dormo la notte pensando ai tanti clienti che hanno prenotato alberghi e corsi di sci e a cui non possiamo offrire i servizi che si aspettano. Quello che mi fa arrabbiare di più è la totale mancanza d’informazione e d’aiuto da parte della politica e degli enti. Non si rendono conto della gravità della situazione».

Attualmente tra gli iscritti ai corsi si contano circa 60 bambini e i disagi toccano anche tutte le famiglie dei ragazzi, «stiamo organizzando delle navette, ma spostare dei bambini non è facile e la gente è arrabbiatissima, non è ammissibile che non si trovi una situazione». Così, lasciati a loro stessi da Provincia e Regione, il paragone con altre realtà alpine viene spontaneo: «Fa bene chi se ne va verso altre regioni», spiega De Lazzer, «in Trentino un problema come questo sarebbe stato risolto in 24 ore».

Nel frattempo i corsi della scuola di sci si sposteranno ad Alleghe dal primo gennaio.

Quest’anno i due impianti di risalita Val d’Arei 1 e 2 erano appena stati revisionati e avevano subito alcuni importanti lavori di manutenzione a causa della fine della loro vita tecnica, con una spesa di circa 150mila euro sostenuta in parti differenti dai vari enti interessati e dai cittadini. Il collaudo era stato già effettuato e superato e tutto sembrava pronto per l’avvio della stagione sciistica quando, come una scure, è arrivato il blocco da parte dell’Ustif (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi) per un possibile rischio alla sicurezza degli sciatori in caso di valanga. A nulla sono valse le proteste di chi sostiene che le temperature siano troppo basse per correre un reale rischio valanga
e le promesse di chiusura degli skilift in caso di neve; l’ente per ora non si smuove dalle sue posizioni e il circuito del Sellaronda, , uno degli skitour più apprezzati e frequentati, resta con un buco di quasi tre chilometri.

Fabrizio Ruffini

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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