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Bien e la Smart city «Perdere quei soldi sarà una sconfitta»

Agordo. Il sindaco spiega cosa è successo e poi si difende  «Bando complicato, problemi anche a Riccione e Siracusa»

AGORDO. «Perdere dei soldi è una sconfitta per tutti, per chi governa Agordo e per il cittadino». Lo dice Cristina Bien, capogruppo della minoranza di “ImmaginiAmo Agordo” in consiglio comunale, dopo le ultime notizie circa il milione di euro che doveva arrivare ad Agordo per farla diventare una “smart city”. Un progetto nato ancora al tempo della giunta Gavaz di cui Bien faceva parte come assessore al turismo. «Al tempo avevo seguito la questione», dice oggi, «avevo avuto anche dei confronti col Bim, poi, dopo le elezioni non ne abbiamo saputo più niente, fatto salvo quello che ha detto il sindaco in consiglio comunale».

L’ultima puntata, però, è costituita dalle parole del presidente del Consorzio Bim Piave, Umberto Soccal, che ha ipotizzato con una discreta sicurezza come i soldi stanziati nell’ottobre 2013 con la vincita del bando istituito da Cnr e Anci siano ormai destinati a essere dirottati altrove. Ad Agordo, a oggi, si è visto solo un totem informativo installato in piazza Libertà. «Come in altre vicende», evidenzia Cristina Bien, «il nostro gruppo non è stato informato: non conosciamo quello che è successo in questi anni. E quando non si sanno le cose, risulta poi difficile esprimere un’opinione. Quello che è certo è che non si può perdere un milione di euro: è l’ennesima prova del fatto che quando ci sono i soldi non si è poi in grado di spenderli».

Nell’ottobre 2013 si voleva destinarli per l'installazione di un impianto di videosorveglianza, un ampliamento della rete wi-fi, il posizionamento di alcuni totem informativi, la razionalizzazione dell'illuminazione pubblica, la fornitura di un servizio di telesoccorso per le frazioni più periferiche. «Noi», spiega il sindaco Sisto Da Roit, «in accordo con il Bim e coinvolgendo anche Luxottica, abbiamo portato avanti quest’idea, ma il Cnr ci ha detto che le tecnologie di cui si parlava erano già sul mercato, mentre loro volevano sperimentare cose nuove. E allora hanno proposto Malga Framont per renderla autonoma energeticamente e aprirla tutto l’anno con apparecchiature che avrebbero funzionato anche in condizioni estreme». «A noi», continua il sindaco, «questa prospettiva non ci aveva convinto, perché la realizzazione del progetto avrebbe avuto un notevole impatto paesaggistico e le installazioni sarebbero avvenute anche in un luogo dove erano cadute delle slavine».

Il Comune, con il Bim, ha quindi inoltrato al Cnr perplessità e proposte
senza avere risposta. «Non so quale interesse ci sia da parte del Cnr a riprendere in mano la cosa», conclude il sindaco, «ne parleremo con il Bim e vedremo. Comunque sappiamo che anche a Riccione e a Siracusa, gli altri due Comuni vincitori del bando, ci sono stati dei problemi».

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