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il caso

Agenzia delle Entrate multa di 3.300 euro alla pro loco di Arsiè

L’assemblea chiederà all’ex presidente Fiammengo di sanare il buco verificatosi durante la sua gestione

ARSIÈ. È stata l’assemblea straordinaria dei malumori e degli sfoghi, quella tenuta dalla pro loco di Arsiè prima di Natale con la presenza di una trentina di soci. Perché la questione “soldi pubblici” impazza ancora nel dibattito paesano, perché da febbraio il sodalizio non avrà più una sede e perché le denunce e i controlli della Guardia di finanza non placheranno gli animi finché non si sarà fatta chiarezza sulle somme sparite dai bilanci del recente passato gestionale. Due cose sono certe in tutta questa ingarbugliata faccenda.

Che per l’anno 2015-16 non sono stati rilevati ammanchi, né dalle Fiamme gialle né dall’Agenzia delle entrate. Pertanto il consiglio presieduto da Claudia Bettin può dirsi tranquillo, perché non sono state rilevate responsabilità economiche per gli anni in cui ha gestito la pro loco. E che dal bilancio 2012 mancano all’appello ben 29 mila 243 euro e moneta, un buco che aveva già attirato l’attenzione dei revisori dei conti della passata amministrazione e che ha portato poi alla sfiducia del vecchio consiglio e all’elezione del nuovo direttivo in carica. Le incongruenze sono al vaglio di un’attenta verifica fiscale che ha portato anche a perquisizioni, sequestri e interrogatori a 12 persone.

La notifica dell’Agenzia delle entrate riguarda per il momento soltanto quell’annualità e la multa relativa, pari a circa 3.300 euro (perché si tratta di un’associazione a regime fiscale agevolato e non di una ditta), è stata recapitata nella buchetta di piazza Marconi proprio in queste settimane. Ma chi dovrà pagarla? Il consesso ha deliberato di chiederne conto all’ex presidente Tiziano Fiammengo. A parte un contrario e un astenuto, gli altri presenti hanno votato a favore della proposta di andare a parlare direttamente con l’ex presidente in carica all’epoca per chiedergli di saldare l’ammenda riferita alla sua gestione.

Il direttivo sottolinea che «non abbiamo ricevuto nessuna multa, così come non abbiamo ricevuto un euro di contributi da parte del nostro Comune», riferendosi alle difficoltà in capo a una gestione finanziaria del tutto autonoma, al contrario di quanto avvenuto all’epoca dei fatti contestati, quando il Comune aveva erogato ben 11 mila euro a favore della pro loco. Fugato – per ora – il rischio di commissariamento da parte dell’Unpli nazionale, il direttivo ha deciso di rimanere in carica per guidare l’associazione fuori dalla burrasca. Anche perché una pro loco è un aiuto fondamentale alla valorizzazione turistica e culturale di un Comune, soprattutto quando è così piccolo. Le attività continueranno finché
ci saranno le forze e le risorse per farlo. Anche se non si sa bene da dove, visto che l’amministrazione ha rescisso in anticipo di un anno e un mese il contratto di comodato d’uso della sede in piazza Marconi, che andrà sgomberata entro metà febbraio.

Francesca Valente

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