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Aggredito e rapinato in centro a Treviso

Vittima un 17enne che vive a Belluno: colpito con una bottiglia, è stato a sua volta denunciato perché aveva un coltellino

BELLUNO. Aggredito e rapinato da una gang di nordafricani. È successo in centro a Treviso, la notte del 31 dicembre, a un giovane di 17 anni, originario di Treviso e domiciliato a Belluno. Il ragazzo, che era in compagnia di un amico bellunese, stava consultando il suo smartphone quando è stato avvicinato da un gruppo di tre giovani nordafricani. Uno dei tre gli ha strappato il cellulare di mano. Ne è nata una zuffa con il 17enne che è stato accerchiato e colpito con una bottiglia di birra alla testa. Il minorenne, che ha rimediato una prognosi di 10 giorni, s’è difeso estraendo un coltellino. Il bilancio della bagarre cui è stato di un arresto e una denuncia. In manette è finito Salah Lamar, 20 anni, marocchino residente a Preganziol, un volto noto alle forze dell’ordine, che è stato anche denunciato per non aver rispettato il foglio di via da Treviso disposto dalla questura. Denunciato anche il minorenne bellunese per porto ingiustificato di un coltellino.

Il fatto è avvenuto in Riviera Santa Margherita, nel quadrante “rosso” del centro di Treviso, spesso teatro di fatti di cronaca. Erano da poco passate le 22. Due giovani provenienti da Belluno, un 17enne ed un 20enne, stavano consultando uno smartphone per vedere quali appuntamenti riservava la movida trevigiana per il Capodanno quando, all’improvviso, sono stati avvicinati e accerchiati da un gruppo di tre nordafricani. Uno dei tre maghrebini, che poi si è rivelato essere un ventenne marocchino sul cui capo pendeva un foglio di via da Treviso, strappa il cellulare di mano al minorenne dando così inizio ad una zuffa. I nordafricani scappano verso il centro ma vengono inseguiti dal 17enne, proprietario del cellulare. Quest’ultimo, per difendersi, estrae un coltellino ma viene sopraffatto dalla gang che gli rifila una bottigliata in testa. Il giovane cade a terra, ferito.

La sorte vuole che, poco dopo, in Riviera Santa Margherita passi la pattuglia dei militari impegnati nell’operazione “Strade Sicure”. Due dei tre maghrebvini riescono a fuggire, mentre l’aggressore e autore della rapina del cellulare viene bloccato. Pochi istanti più tardi arrivano anche i carabinieri. Sono i militari dell’Arma ad arrestare il marocchino di Preganziol con l’accusa di rapina impropria, su disposizione del pubblico ministero di turno. Tra l’altro, nel corso dell’identificazione, scoprono che si tratta di un volto noto alle forze dell’ordine al quale la questura aveva proibito il ritorno nel territorio comunale di Treviso. Il marocchino è rinchiuso in carcere a Santa Bona in attesa delle convalida del giudice delle
indagini preliminari fissata per la giornata di oggi.

Per il minorenne bellunese, dimesso dall’ospedale con una prognosi di 10 giorni per la bottigliata rimediata alla testa, è scattata una denuncia per porto ingiustificato di arma da taglio.

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