Quotidiani locali

Bimbi prematuri, lavori a maglia solidali

In Valle del Biois le volontarie realizzano abitini, coperte e piccoli giochi da destinare agli ospedali

CANALE D’AGORDO. Durante il periodo natalizio in Valle del Biois sono stati realizzati tantissimi kit a maglia per bambini nati prematuri. Si chiama “Cuore di maglia” ed è un’attività nata da un’idea dell’imprenditrice piemontese Laura Nani. Nel 2008, trovandosi a lavorare a maglia in compagnia di alcune amiche, ha deciso di dare un senso umanitaristico al proprio operato. I primi lavori sono stati recapitati e accolti con gratitudine dai principali ospedali del Piemonte e della Lombardia e poi in tutta la penisola.

L’eco è arrivato anche in Valle del Biois dove, nelle singole case e nei gruppi spontanei che si sono formati a Canale d’Agordo e dintorni, una dozzina di volontarie lavorano a ferri per confezionare vestitini, coperte, giochini che verranno recapitati nei reparti neonatali degli ospedali italiani, dove vengono accolti i bambini prematuri. «Queste forniture», dice il gruppo di “Cuore di maglia” della Valle del Biois, «non hanno solo una funzione pratica (i vestiti di misure minime non sono reperibili sul mercato), ma vogliono anche offrire un effetto di accoglienza e calore ai neogenitori che si ritrovano per lunghi periodi a gestire un neonato tenuto in vita da sondini e macchinari: da un punto di vista scientifico è ormai assodato come ciò migliori considerevolmente la prognosi di prematurità e riduca quindi le complicazioni derivanti».

Nel Bellunese l’attività delle volontarie è coordinata dall’ambasciatrice Claudia Cantoni, mentre nella Valle del Biois il progetto è stato avviato dalla biblioteca comunale di Canale d’Agordo e la funzione di coordinatrice è svolta da Amelia Costa con l’appoggio di Carla Cassol. «Lavoriamo autonomamente a casa nostra», dicono le volontarie, «ma ci troviamo anche ogni venerdì, dalle 15 alle 17, nella sala Auser di Canale per confrontarci, consigliarci, condividere, scambiare modelli, lane, opinioni e consegnare i kit confezionati. Questo momento si è rivelato anche una piacevole occasione di aggregazione e socializzazione».

Il progetto è aperto a tutti: per maggiori informazioni basta recarsi in biblioteca negli orari di apertura o il venerdì nella sede Auser. «Chi non potesse operare direttamente nella produzione dei vestitini», concludono le volontarie, «può
ugualmente aiutare fornendo un contributo economico per l’acquisto del materiale o portando direttamente la lana (pura lana extra-vergine merinos) nei luoghi suindicati. Immaginare il sorriso dei bimbi destinatari dei capi è l’impagabile ricompensa per questa attività». (g.san.)

TrovaRistorante

a Belluno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PERCORSI

Guida al fumetto: da Dylan Dog a Diabolik