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Elisoccorso notturno la sperimentazione partirà entro l’anno

Il dg Rasi Caldogno: «Utilizzeremo anche campi sportivi» Un privato non cede il terreno: piazzola di Pieve ferma

BELLUNO. «Il volo notturno ci sta a cuore ed è un servizio che abbiamo intenzione di avviare entro breve in provincia». A dirlo è il direttore generale dell’Usl 1 Dolomiti, Adriano Rasi Caldogno, anche in risposta alle sollecitazioni giunte da alcuni gruppi consiliari del Comune di Belluno che nei giorni scorsi hanno chiesto di riavviare questo servizio di soccorso. «Nè una cosa che possiamo fare dall’oggi al domani, visto che c’è tutta un’organizzazione da mettere in piedi», aggiunge il direttore generale, «ma soprattutto non possiamo permetterci passi falsi. A breve, entro le prime due settimane del 2018, invieremo la richiesta alla Regione Veneto».

Rasi Caldogno elenca quanto finora è stato fatto su questo fronte. «Stiamo mettendo a punto un progetto per avviare una sperimentazione del volo notturno, anche sulla base della normativa europea n. 965/12, che prevede la possibilità di utilizzo, per l’atterraggio notturno, anche di aree che non devono essere obbligatoriamente certificate dall’Autorità aeronautica (Enac)», come ad esempio i campi sportivi pubblici e privati, dotati di almeno quattro fari per l’illuminazione.

L’unico neo sul fronte dell’elisoccorso resta lo stop, da oltre un anno ormai, ai lavori per la realizzazione della nuova piazzola di Pieve di Cadore. «In questi giorni il Comune di Pieve di Cadore ha adottato una variante urbanistica», sottolinea Rasi Caldogno, «che è il presupposto per andare avanti nella realizzazione del progetto della nuova piazzola. Questo è stato possibile grazie all’interessamento del commissario De Rogatis che, appena insediatosi, ha subito preso a cuore la vicenda, mandando avanti le pratiche necessarie per giungere all’approvazione della variante».

L’unica cosa che resta da risolvere è il mancato accordo economico con il privato per la cessione di una parte di area necessaria per realizzare la piazzola: «Per ora stiamo lavorando sul confronto bonario onde evitare lungaggini ulteriori», prosegue Rasi. «Ma se non dovessimo giungere a una composizione bonaria, saremmo costretti a ricorrere alla procedura dell’esproprio. Che porterebbe a una ulteriore dilatazione dei tempi per la piazzola. Tutti ci auguriamo, proprio per l’importanza del servizio offerto dall’elisoccorso, di giungere in tempi brevi alla conclusione di questa vicenda e alla realizzazione della piazzola, che prevede la possibilità di atterraggio di due elicotteri. Il tutto per una spesa di circa 3 milioni di euro».

Sul tavolo del direttore generale dell’Usl resta anche un’altra questione: quella relativa alla medicalizzazione dell’ambulanza nelle ore notturne all’ospedale di Belluno. «Siamo consapevoli della necessità di garantire la presenza di un medico sull’ambulanza anche nelle ore notturne», sottolinea il, dg, «lavoriamo anche su questo fronte, ma come si capisce, questa è una questione legata sia alla possibilità di reperire professionisti, cosa che da diverso tempo è diventata difficile
per quanto ci riguarda, sia alla necessità di rimanere entro i tetti economici-finanziari assegnatici dalla Regione. Comunque», conclude Rasi Caldogno non nascondendo la difficoltà che questo “sogno” si avveri: «Noi cercheremo di lavorare anche su questo fronte, ma non sarà semplice».

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