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Fusione, le minoranze verso un comitato del no

Limana. In consiglio comunale ribadita la ferma contrarietà al progetto Reolon: «Vogliamo pari accesso a sale e ambienti per incontri pubblici»

LIMANA. Se la maggioranza del Comune di Limana è fermamente convinta del percorso verso la fusione avviato con Trichiana, altrettanto non si può dire dei gruppi di opposizione. Già nei mesi scorsi le minoranze limanesi hanno espresso diverse perplessità, specie a seguito della presentazione, l’estate scorsa, dello studio di fattibilità. E la posizione critica è stata riconfermata giovedì sera in consiglio, quando Luciano Reolon ha presentato un’interrogazione relativa proprio al tema fusione. «Chiedo che le minoranze possano avere garantito l’utilizzo delle stesse sale e attrezzature che verranno impiegate dalla maggioranza per le riunioni con la popolazione e le associazioni sull’argomento fusione. Fusione che mi auguro non avvenga mai», ha sottolineato il consigliere, che ha poi aggiunto: «Trattandosi di argomenti che determinano il futuro di un’intera comunità, ritengo corretto e doveroso che sia data eguale possibilità alle minoranze. Questo per rispettare la democrazia e poter avere un effettivo confronto alla pari».

Le affermazioni di Reolon hanno fatto intuire la possibilità, non smentita dal consigliere, che nel comune della Sinistra Piave i gruppi consiliari di minoranza stiano pensando alla costituzione di un comitato contro la fusione, che intenderebbe organizzare incontri aperti alla cittadinanza per spiegare le ragioni del “no”. Reolon, del resto, già tempo fa aveva spiegato i motivi della sua contrarietà: «Il risparmio economico è poca cosa e non deve essere il motivo a spingere verso la fusione», aveva detto durante la serata di presentazione dello studio di fattibilità. «Inoltre, Limana e Trichiana da secoli sono due realtà parallele che non hanno mai condiviso nulla. Bisogna amministrare meglio, non fondere, bisogna unire i servizi come è accaduto in qualche occasione, ma sempre usando buon senso e lungimiranza».

Di parere simile anche un altro consigliere di minoranza, Renata Dal Farra, che ha più volte chiesto alla giunta perché non si sia pensato di procedere con un’unione dei servizi, da cui eventualmente si potrebbe tornare indietro, e che sarebbe propedeutica, se funziona, alla fusione. Giovanni Puppato, dal canto suo, ha sempre sottolineato la necessità di non procedere con scelte affrettate. L’intenzione
delle minoranze è infatti quella di muoversi con gli stessi tempi della maggioranza e le giunte di Limana e Trichiana hanno annunciato che, molto probabilmente già tra gennaio e febbraio, prenderanno il via gli incontri informativi con i cittadini.

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