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Duemila bellunesi a letto con l’influenza

Non si è ancora arrivati al picco dell’epidemia, ma sono in aumento le persone colpite da febbre, raffreddore e tosse

BELLUNO. Raffreddore, tosse, febbre alta, malessere generale: è arrivata l’influenza in provincia. Oltre duemila i bellunesi, si stima, che in questi giorni sono a letto, alle prese con antipiretici e sciroppi per la tosse. E moltissimi di loro hanno dovuto rinunciare al veglione di San Silvestro proprio perché immobilizzati sotto le coperte.

Anche se non si è ancora raggiunto il picco dell’epidemia di questo cosiddetto “male di stagione”, i dati sembrano confermare che il trend è in crescita e che verso la metà di gennaio la gran parte degli abitanti della montagna sarà a letto malata.

Ad accorgersi che qualcosa sta cambiando e che il virus sta mietendo le prime vittime sono i medici di famiglia: alla riapertura degli ambulatori dopo le festività, si sono trovati con molti pazienti che hanno chiesto di essere visitati; molte anche le telefonate di chi, allettato, chiede consiglio su cosa fare. «Abbiamo avuto diversi pazienti ammalati», precisa Giuseppe Barillà della medicina di gruppo integrata di Longarone-Zoldo. «Prima di Natale la percentuale di persone colpite da influenza in Veneto era pari al 2,4 per mille abitanti, ora invece sta salendo. Ancora, però, il picco non è stato raggiunto, ma è atteso tra fine gennaio e febbraio, come tutti gli anni».

I sintomi sono gli stessi degli anni scorsi: febbre alta per diversi giorni (anche 5-6), tosse e malessere generale. «Poiché l’influenza è generata da un virus, l’unico rimedio è stare a letto, usare antipiretici per abbassare la temperatura, prendere degli sciroppi, eventualmente, per la tosse e bere molto per evitare la disidratazione».

Anche tra i bambini e tra i minorenni si sta diffondendo l’influenza, come testimonia il pediatra di libera scelta Gianpaolo Risdonne. «Non siamo ancora nella fase epidemica, ma si iniziano a vedere i primi numerosi casi. Per ora nei bambini siamo di fronte a una manifestazione non troppo aggressiva dell’influenza che, quindi, dopo qualche giorno di febbre alta volge alla guarigione. Per i piccoli, oltre a tutti i farmaci sintomatici che si consiglia di prendere, si può associare anche qualche seduta di aerosol per aiutare a smaltire l’eventuale catarro che si è formato».

Ad essere colpiti dal virus influenzale ci sono anche diverse persone che avevano scelto di vaccinarsi proprio per evitare di finire ammalati. E, benchè i dati anche quest’anno, da una prima stima, non siano proprio confortanti sul ricorso all’immunizzazione contro l’influenza, qualcuno si chiede se realmente i vaccini abbiano funzionato o se i virus inoculati non siano diversi da quelli che hanno colpito il territorio.

«La vaccinazione funziona anche, perché i virus sono gli
stessi, praticamente, dello scorso anno. Dipende da quando uno si è vaccinato, perché prima che scatti l’immunizzazione servono almeno una decina di giorni e anche di più. E poi dipende anche se si tratta di prima vaccinazione o meno», commenta Barillà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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