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I colleghi della donna morta ad Amalfi: «Era solare e piena di vita»

La donna viveva a Cavarzano ed era consulente finanziaria della Fideuram.  «Non riusciamo proprio ad accettare che non tornerà a operare con noi»

BELLUNO. Impeccabile sul lavoro, appassionata nello sport. Mariangela Calligaro si era fatta ben volere sia alla Fideuram che sui campi da tennis o da regata, perché una delle altre passioni era la vela. Viveva a Cavarzano con il compagno Carlo ed era impiegata in viale Medaglie d’Oro dal dicembre 1999, come consulente finanziaria, dopo aver cominciato la propria carriera tra la Banca Commerciale Comit e Veneto Banca. Era in possesso della certificazione Efpa, che è di livello europeo e gestiva un portafoglio clienti molto numeroso.

I colleghi di lavoro hanno saputo della tragedia nel tardo pomeriggio, quando è stato possibile diffondere il nome della vittima, una volta che l’avevano saputo i familiari: «Non riusciamo ad accettare ciò che è successo», sottolinea addolorato il responsabile Maurizio Miotto, «era partita per un periodo di vacanza ed è molto difficile capacitarsi del fatto che non tornerà in ufficio. Ci pare incredibile, in particolare a me che spesso lavoravo spalla a spalla con lei, ma credo di poter interpretare il sentimento di tutti i colleghi».

Non è difficile descrivere la personalità di Mariangela Calligaro: «Aveva 55 anni, ma era molto giovanile, oltre che solare, capace e intraprendente. Aveva dentro una grande gioia di vivere, ecco perché non possiamo pensare che non sia più con noi. Sul piano professionale, aveva un grandissimo rapporto fiduciario con i propri clienti e capivi subito che era una donna molto competente. Siamo tutti molto tristi, allo stesso tempo vicini ai suoi familiari».

Una volta riposto nell’armadio il tailleur professionale, Calligaro tirava spesso fuori la borsa sportiva e la racchetta da tennis. Era socia del Circolo di Fisterre, dove non giocava a livello agonistico, ma partecipava a dei doppi con il marito Carlo e il cognato. Fuori dal campo, non mancava mai alle occasioni ricreative e conviviali. Sempre presente alle grigliate estive e alle cene sociali di inizio e fine stagione. Ci sono diverse fotografie che la ritraggono e sempre con il suo sorriso discreto.

In alternativa, ci poteva essere la vela. Fideuram è sponsor dell’imbarcazione Brava. La stagione si è conclusa poche settimane fa con una di quelle gare che danno l’esatta dimensione della forza di un equipaggio, l’Ice Cup di Lignano, del 3 dicembre, dove la barca ha mostrato tutto il talento del suo team montanaro conquistando il successo assoluto, ma l’intero 2017 è stato ricco di soddisfazioni per la barca timonata
da Francesco Pison. Anche in questa avventura, si era messa di grande impegno. L’acqua era uno dei suoi habitat naturali. Il destino è stato crudele nei suoi confronti, togliendole la vita in una delle località marine più suggestive e non solo in Italia, ma nel mondo. (g.s.)

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