Quotidiani locali

«Mariangela mancherà moltissimo al Circolo Tennis»

La donna morta sulla Costiera Amalfitana era socia a Fisterre, giocava il doppio “in famiglia”, anche con il suocero novantenne

BELLUNO. Il caffè la mattina presto. I doppi con il marito, il cognato e il suocero novantenne. Mariangela Calligaro era una sportiva e da anni frequentava il circolo tennis Belluno. La notizia della tragedia ha tolto le parole a tutti, a Fisterre. Mariangela la conoscevano in tanti. «Era una persona meravigliosa», trova la forza di dire Amela, l’angelo custode dei soci al bar del complesso sportivo. «Veniva a giocare almeno una volta alla settimana, e aveva sempre quel sorriso... aperto, gentile, cordiale. Era una persona straordinaria».

Mariangela e il marito erano in vacanza con un’altra coppia di assidui frequentatori del circolo, e la richiesta di informazioni sulle loro condizioni è stata continua. Tutto il circolo tennis si è stretto attorno ai suoi soci. E fino all’ultimo tutti hanno sperato che anche Mariangela ce l’avesse fatta. Giunta la conferma che aveva trovato la morte in mare, un velo di incredulità è calato su Fisterre. Si è mescolato alla nebbia, creando un’atmosfera surreale. Ma qualche ricordo affiora dalla memoria.

«Veniva sempre a giocare la mattina presto», continua Amela. «Arrivava con i capelli ancora arruffati e prima di giocare prendeva un caffè. Una mattina, lei lo ricordava sempre divertita, ne stavo preparando uno per me e quando l’ho vista entrare dalla porta le ho offerto la tazzina. Non l’aveva ancora chiesta, è bastato uno sguardo per capire che lo avrebbe ordinato». Un episodio che strappa anche un mezzo sorriso alla donna.

Mariangela non giocava a tennis da agonista: lo faceva soprattutto per divertirsi, per stare in compagnia. «Partecipava a tutte le cene sociali, alle grigliate, alle iniziative conviviali che venivano organizzate qui al circolo. E al circolo mancherà tantissimo».

Uno dei ricordi che hanno tutti è l’appuntamento con il doppio “in famiglia”: «Giocava anche con il suocero, novantenne», ricorda il maestro Enrico Barluzzi. «Mariangela era una sportiva, le piaceva giocare a tennis ma anche
andare a nuotare. Era sempre allegra, vivace, entusiasta in tutto quello che faceva».

Affranto anche l’amico Francesco Pison: «Avevamo un rapporto di lavoro ma eravamo anche amici. Non ho parole per quello che è successo».

Alessia Forzin

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

TrovaRistorante

a Belluno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PERCORSI

Guida al fumetto: da Dylan Dog a Diabolik