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Risucchiata dall’onda, muore una bellunese

Mariangela Calligaro era in vacanza sulla Costiera Amalfitana con il marito Carlo e una coppia di amici. La consulente finanziaria è finita in mare ed è deceduta per arresto cardiocircolatorio

PRAIANO (SALERNO). L’abbraccio mortale di un’onda. Una breve vacanza sulla Costiera Amalfitana è diventata una tragedia per una famiglia bellunese. Un’escursione sulla passeggiata Terramare di Marina di Praiano è costata la vita a Mariangela Calligaro, 55 anni, consulente finanziaria della banca privata Fideuram.

La donna è annegata, pur sapendo nuotare piuttosto bene e frequentando abitualmente la piscina di Lambioi. Mentre il compagno Carlo Talamini è stato ricoverato prima al presidio medico della vicina Castiglione di Ravello e poi ad Amalfi. Quando è stato recuperato dalla Guardia Costiera amalfitana vicino a una boa, si trovava in ipotermia, vista la temperatura rigida dell’acqua, e con una costola incrinata, ma se la caverà. Le sue condizioni non preoccupavano in maniera particolare.

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Solo nel tardo pomeriggio è stato informato che la sua compagna non era sopravvissuta, pur essendo a sua volta stata tirata a bordo del gommone di servizio e sottoposta a tutte le manovre di rianimazione. Non c’è stato nulla da fare: completamente inutili i tentativi messi in campo dai sanitari, per il sopraggiungere di un arresto cardiocircolatorio.

Nessuna conseguenza, invece, per la coppia di amici Nicola Zeggio e Nicoletta Bressa, la sorella del parlamentare Gianclaudio (lieve ipotermia). Zeggio era stato l’unico a resistere alla forza del mare e a tentare un complicato salvataggio.

Faceva abbastanza freddo in Costiera, ma non pioveva. A sentire alcuni testimoni, non soffiava nemmeno un grande vento, ma il mare era lo stesso agitato. Le due coppie di bellunesi avevano lasciato il bed and breakfast prenotato a Praiano, in cui avrebbero alloggiato fino all’Epifania e, vestiti da trekking, si sono avventurati lungo questo percorso molto conosciuto e romantico scavato nella roccia.

Una meta conosciutissima dai frequentatori di quel gioiello incastonato nel mar Tirreno, che regala un panorama straordinariamente suggestivo. Accanto al percorso, tra il ristorante Il Pirata e il Night club Africana, c’è una piattaforma che serve all’attracco delle barche ed è qui che, secondo la ricostruzione del capitano del carabinieri di Amalfi, Roberto Martina, che sta conducendo le indagini, in tre sono stati sorpresi da questa ondata anomala, che li ha risucchiati inesorabilmente in mare.

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Zeggio è stato l’unico a non farsi trascinare e d’istinto si è rivolto ai gestori del Pirata, che in quel momento erano nel locale chiuso per sbrigare delle commissioni. Sono stati loro ad allertare la Guardia costiera e la Capitaneria di Porto di Salerno, nel frattempo l’uomo si è dotato di un salvagente e non ha esitato un attimo a buttarsi in acqua, per cercare di salvare i tre amici.

Calligaro non ce l’ha fatta ed è arrivata ad Amalfi già morta. Il medico legale non ha potuto che constatare il decesso e ha avvertito il magistrato di turno. In queste ore, lo stesso magistrato deciderà se disporre accertamenti ulteriori, dopo l’ispezione cadaverica esterna. Da capire se ci possano essere o meno responsabilità da parte di terze persone, premesso che in quel luogo non ci sono mai state particolari protezioni.

La prudenza è soltanto consigliata, ma non segnalata, e l’afflusso di gente è continuo, non solo per lo scorcio indimenticabile, ma anche per i locali, che peraltro in questo periodo dell’anno non sono aperti al pubblico, a maggior ragione dopo il veglione di San Silvestro. Saranno molto importanti le testimonianze dei tre bellunesi.

Tra i primi ad arrivare sul luogo della disgrazia, il sindaco Giovanni Di Martino, che era quasi incredulo su quello che era accaduto pochi minuti prima a questi turisti, che erano arrivati in Campania solo il giorno prima, con l’idea di fare un trekking tra la Costiera e Sorrento.

Nessun rischio, almeno all’apparenza, malgrado il mare sia spesso imprevedibile: «Siamo naturalmente molto dispiaciuti per quello che è accaduto, anche perché purtroppo non è la prima volta. La differenza è che stavolta il moto ondoso non faceva pensare che potesse verificarsi di nuovo un evento così grave, anzi addirittura irrimediabile».

Nelle prossime ore la salma di Mariangela Calligaro tornerà a Belluno, nel frattempo la notizia del suo improvviso decesso ha fatto il giro di tutti i colleghi e degli amici, che la conoscevano e apprezzavano le sue qualità umane, oltre che la sua grande competenza nel mondo del lavoro. Ancora da fissare, naturalmente, la data dei funerali. Dipenderà anche dagli sviluppi delle indagini in corso.
 

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